28/01/2012
Esiste un Creatore? Dialogo Fede e Scienza
http://kattolika.myblog.it/ - Le meraviglie del nostro universo sono una coincidenza cosmica o il risultato di un disegno divino? Per secoli, la religione e la scienza sono state acerrime nemiche. Oggi, la scienza cerca attivamente un creatore. Esiste una logica che regge il mondo dalle sue strutture più piccole fino ai confini del cosmo. Tutto ciò che esiste obbedisce ad una logica rigorosa. Chi è l'autore di questa logica? La cultura atea dice "il caos"! Questo è un atto di fede nel nulla, non è un atto di ragione! Dietro la negazione del trascendente non c'è un'equazione, non c'è una scoperta scientifica: ci sta un atto di FEDE nel nulla!
19:00
Scritto da: borgosotto
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Volo disperato
di Giovanni Fighera, 28.1.12, http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-volo-dispe...
Se andremo nelle librerie in queste settimane e vedremo le classifiche dei romanzi più letti scopriremo che Fabio Volo occupa da tempo il primo posto. Incuriosito, intendo scoprire quale parte dell’uomo Fabio Volo intercetti. Quando uno scrittore vende così tanto senz’altro solletica alcune corde dell’uomo. Ma quali? Mi avventuro nella lettura del suo ultimo libro Le ultime luci del mattino, non conoscendo nulla degli altri che ha scritto e che hanno riscosso notevole successo.
Un motto latino di sant’Ambrogio recita «Ubi fides, ibi libertas» ovvero dove c’è la fede, lì c’è la libertà. Recuperiamo il significato della parola fides che nel latino precristiano significa lealtà, parola data, fiducia, insomma un rapporto e una virtù grande già nel mondo classico, in cui la fides insieme alla pietas (rapporto di riverenza nei confronti dei genitori e delle divinità) e alla gravitas (dignità, serietà, …) costituiva la base del civis romanus. Nel latino cristiano il termine ha acquisito il significato di fede, una virtù che unisce la fiducia in un testimone credibile, un’esperienza presente di letizia e l’attesa e speranza di un compimento certo.
Ecco, proprio la fedeltà, la fiducia, la speranza non solo mancano nel romanzo, ma addirittura vengono disprezzate e presentate come certezze da cui disancorarsi. Nulla è, infatti, durevole, l’amore ancor meno, e nel momento in cui non appaga più e mostra la sua fragilità è bene che l’uomo se ne disfi in piena libertà.
08:33
Scritto da: borgosotto
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27/01/2012
Quell’addio disperato al volto di Gesù
di Vito Mancuso, La Repubblica, 26.1.12
Sono stato al teatro Parenti di Milano a vedere l´opera Il concetto di Volto nel Figlio di Dio del regista Castellucci. Quello che mi ha colpito arrivando è stata anzitutto la polizia, tantissima, quale nessuno si aspetta davanti a un teatro. La minaccia da cui doveva difendere direttrice, regista, attori e forse anche noi spettatori era una miscela di fanatismo religioso e di violenza fascista. Una miscela spesso manifestatasi nella nostra storia e nella cui trappola la gerarchia vaticana ancora una volta è caduta avendo preso sul serio, con una lettera della Segreteria di Stato del 16 gennaio, l´appello alla guerra santa lanciato da alcuni di questi fanatici. Quanto si legge nella lettera del Vaticano ("Sua Santità auspica che ogni mancanza di rispetto verso Dio, i Santi e i simboli religiosi incontri la reazione ferma e composta della comunità cristiana") ha condotto alcune decine di parlamentari e cittadini ad adoperarsi per impedire la messa in scena dello spettacolo. Di fronte a tutto ciò il compito del pensiero è distinguere i diversi livelli della questione, sedando le passioni e favorendo la riflessione, e a questo riguardo ritengo che l´opera di Castellucci sollevi tre ordini di problemi: giuridici, artistici e religiosi. Il livello giuridico è il più semplice perché, nel nome della libertà di espressione, occorre tutelare la libertà dell´artista così come quella degli spettatori. Penso debba essere fuori discussione la messa in scena dell´opera e la sua permanenza fino a quando il pubblico la vorrà, e trovo quindi inammissibile che la Curia si sia permessa di criticare le scelte della direzione del Teatro Parenti senza aver visto lo spettacolo. Però non posso fare a meno di chiedermi come si reagirebbe se qualcuno mettesse in scena uno spettacolo con tesi negazioniste sulle camere a gas oppure con tesi filo-mafiose di esaltazione degli assassini di Falcone e Borsellino: varrebbe anche allora l´assoluto della libertà di espressione? Davvero non ci sono limiti alla dissacrazione?
12:01
Scritto da: borgosotto
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25/01/2012
Il Cristo di Rublev e il Pantocratore del Sinai
di Gloria Riva, 25.1.12, http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-il-cristo-...
Ritroviamo la traccia eterna del volto di Cristo, dipinta a fuoco sul legno antico da Andrej Rublev. Un volto maestoso e grave dagli occhi penetranti. Ti fissa in volto e pare capire. La bocca accenna a un sorriso e di fronte a lui tutto s’infrange: affanno, dubbi, dolori, tutto è confinato là, oltre la porta del tempo. Rimani solo con lui e hai la sensazioni che non manchi più nulla.
Nel collo gonfio soffia lo Spirito del Dio vivente. Il volto è costruito entro due centri concentrici. Tutte le icone si scrivono così, dentro una simbologia geometrica che rimanda al Mistero. I due cerchi sono il connubio fra Cielo e terra. Fra eternità e finitudine. Questo volto è una finestra sul mondo a venire.
Questo volto narra una storia antica. In lui c’è il sapore dell’esistenza umana nella sua totalità. Ci sei anche tu, con la tua storia e il tuo dolore. Questa immagine profuma di terra. E nella terra ci è stata, sul serio, per lunghi anni.
Rublev la dipinse tra il 1410 e il 1420 poi se ne perse ogni traccia. Fu ritrovata solo alla fine dell’Ottocento, capovolta, immersa in un terreno umido come asse di passaggio per accedere a una stalla. Un'icona umiliata: nessuno passando avrebbe potuto sospettare che quell’asse, così grezzo, dietro, contenesse un tale splendore. La traccia eterna conculcata.
09:04
Scritto da: borgosotto
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24/01/2012
Gesù: scandalo a teatro?
http://sperarepertutti.typepad.com/sperare_per_tutti/
Vedi anche: http://www.antoniosocci.com/2012/01/la-mia-risposta-sul-c...
Oggi, al teatro Parenti di Milano, si terrà la prima del controverso spettacolo «Sul concetto di volto nel figlio di Dio», del regista Romeo Castellucci. Il sito del mensile Popoli ha pubblicato una rassegna delle prese di posizione in Francia, dove la polemica ha avuto inizio.
Scopo di questo breve articolo non è né quello di esprimere una valutazione sulla rappresentazione (poiché chi scrive non ha avuto ancora la possibilità di assistervi), né dare conto delle diverse e autorevoli dichiarazioni di questi ultimi giorni, in particolare quelle della Segreteria di Stato del Vaticano e della Diocesi di Milano. Intendiamo semplicemente, come contributo al dibattito, offrire una breve rassegna delle reazioni suscitate dallo spettacolo nel mondo cattolico francese, in particolare nella gerarchia.
Dopo essere stato presentata senza particolari polemiche in numerosi Paesi europei, tra cui Spagna e Polonia, la pièce – una riflessione su un figlio che si prende cura del padre incontinente - è infatti stata duramente contestata in Francia da vari gruppi di tradizionalisti cattolici, fomentati in particolare da un articolo apparso sul sito dell’Istituto Civitas in cui si affermava che durante lo spettacolo vengono lanciati escrementi su un’immagine di Gesù, notizia smentita da coloro che hanno assistito alla rappresentazione e dallo stesso regista.
18:04
Scritto da: borgosotto
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Il ruolo delle donne nella Chiesa - Intervista a Michela Murgia autrice di "Ave Mary. E la chiesa inventò la donna"
Vedi anche il nostro precedente post:
"Ave Mary. E la chiesa inventò la donna" di Michela Murgia
08:26
Scritto da: borgosotto
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22/01/2012
Perché dobbiamo tornare a Gesù di Hans Küng
Corriere della Sera, 20.1.12
“Solo seguendo il Messia si può agire, soffrire e morire in modo umano”
Il testo che qui pubblichiamo è stato scritto da Hans Küng per presentare la riedizione da Rizzoli del suo libro più importante, Essere cristiani (pp. 940, 25, in libreria da mercoledì 25). Il volume esce in concomitanza con l'assegnazione al teologo svizzero del Premio Nonino. Per l'occasione Küng discuterà a Udine con il neuroscienziato Antonio Damasio. Il confronto sarà condotto da Armando Massarenti, responsabile della «Domenica- Sole 24Ore», sabato 28 gennaio alle 18, al teatro nuovo «Giovanni da Udine».
Tramite il libro Essere cristiani, numerosissime persone hanno trovato il coraggio per essere dei cristiani. L'autore lo sa per via di innumerevoli recensioni, lettere e colloqui. Molte persone, infatti, allontanate dalla prassi e dalla predicazione di qualche grande Chiesa cristiana, cercano delle vie per restare cristiani credibili, cercano una teologia che non sia per loro astratta ed estranea al mondo, ma spieghi in modo concreto e vicino alla vita in che cosa consiste l'essere cristiani. Essere cristiani non intendeva «sedurre» le persone con la retorica o aggredirle con un tono da predica. Non voleva neppure fare semplicemente dei proclami, delle declamazioni o dichiarazioni in senso teologico. Intendeva motivare, spiegando che, perché e come anche una persona critica di oggi può essere responsabilmente cristiana di fronte alla sua ragione e al suo ambiente sociale. Non si trattava di un semplice adattamento allo spirito del tempo.
21:56
Scritto da: borgosotto
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20/01/2012
I furbetti della fiction che falsifica la Chiesa
di Marco Deriu, 19.1.12, http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-i-furbetti...
È una produzione di genere fantasy, cioè costruita su eventi, situazioni, fatti e personaggi di pura fantasia. In quanto tale, si connota a priori come racconto poco attendibile e tantomeno credibile. Eppure l’uso sapiente e un po’ furbetto delle tecniche narrative ispirate alle logiche della verosimiglianza ne ha fatto un prodotto capace di riscuotere un discreto successo di pubblico e di scuotere la coscienza di più di uno spettatore.
Si tratta di “Il tredicesimo apostolo – Il prescelto”, nuova produzione in onda su Canale 5 (mercoledì ore 21.10) che ha per protagonisti Claudio Gioè e Claudia Pandolfi. Lui interpreta padre Gabriel Antinori, giovane prete e professore universitario di teologia che collabora con la Congregazione della Verità, un’istituzione ecclesiastica che indaga su eventi razionalmente inspiegabili. Lei fa la parte di Claudia Munari, psicologa dall’atteggiamento scettico, che crede più nelle potenzialità della mente umana che nel divino. Nelle ambizioni degli autori “la loro collaborazione creerà un’alchimia speciale, che può nascere soltanto dal seducente confronto tra razionalità e fede, tra scienza e spiritualità”. E i due “insieme scopriranno nuove prospettive per spiegare i misteri che incontreranno sul loro cammino”. Gabriel è quasi ossessionato dall’idea di “esplorare i confini fra scienza e fede studiando il mondo dei fenomeni paranormali”. Destinato a una brillante carriera ecclesiastica, si trova tormentato dalla scelta impossibile fra i voti cui ha giurato fedeltà e l’attrazione verso Claudia. In più, deve fare i conti con un passato inquietante, di cui non ha memoria ma che nasconde la chiave per comprendere il suo presente e le usare al meglio capacità paranormali grazie alle quali può andare al di là del confine tra la vita e la morte. Ad aggiungere ulteriore pepe e un po’ di suspense, c’è l’attività carbonara di un’organizzazione segreta che sta mettendo in atto un misterioso piano imperniato su una antica profezia.
17:49
Scritto da: borgosotto
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19/01/2012
Che Dio ci aiuti!
Grande successo del serial tv con suor Angela
di Franco Olearo
ROMA, sabato, 14 gennaio 2012 (ZENIT.org).
Suor Angela dimora nel convento degli Angeli a Modena, che rischia di chiudere per mancanza di vocazioni. L'unica soluzione è trasformare un'ala in un convitto studentesco femminile. Il convento si anima presto della presenza di Giulia, una ragazza madre, Azzurra, fanatica per la moda, mandata lì da suo padre perché non ha tempo di occuparsi di lei e Margherita, abituata da troppo tempo alle coccole dalla madre per abituarsi a vivere fuori casa. Come se non bastasse arriva anche un uomo, l'ispettore Marco Ferrari dal momento che la sua casa si è allagata...
La protagonista Suor Angela mostra di avere una fede matura nonostante le sue umane debolezze, dona speranza e fiducia in chi le sta vicino e ha un rapporto confidenziale e "dialettico" con l'Altissimo.
Ben riuscita la figura della suora protagonista; le puntate si sviluppano con allegria frizzante grazie alle scombiante giovani frequentatrici del convitto studentesco femminile. Alcuni personaggi sono solo abbozzati (sopratutto quelli maschili) e avrebbero bisogno di un maggior approfondimento
Non si fa a tempo a vedere l’ultima puntata di Don Matteo l’8 dicembre che ecco, dal 15, è partita Che Dio ci aiuti e parte subito bene con circa 7 milioni di spettatori (Don Matteo 8 ha oscillato fra i 5 e gli 8 milioni).
08:29
Scritto da: borgosotto
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18/01/2012
LETTO, VISTO n.2 (15 gennaio 2012)
Ho visto
L’ARTE DI VINCERE (Moneyball) Da vedere (7)
(USA 2011) in uscita il 27/01/2012 (lo si trova in ottima qualità, ma in v.o. sottotitolata).
di Bennett Miller, con Brad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman
Assunto come general manager della squadra di baseball degli Oakland's Athletics, Billy Beane cerca di trovare in un complesso sistema computerizzato d'analisi statistica il modo di trovare i giocatori migliori da mettere sotto contratto e da schierare. Per tornare finalmente a vincere.
VOTO: 7 (***): il mondo del baseball non risulterà ugualmente appassionante per gli italiani, ma la storia è comunque avvincente e coinvolgente e con un interessante rimando al mondo degli affari che guida lo sport.
Letto
XY Da leggere (7+)
di Sandro Veronesi, romanzo, Fandango 2010
Un romanzo anomalo, ma molto interessante. La lotta tra fede e ragione, bene e male fanno da sfondo ad un caso "soprannaturale", ad un eccidio che non trova ragioni logiche. Una psichiatra e un prete sono i protagonisti di questa storia "stra-ordinaria" che vi invito a leggere.
| Descrizione |
L'ho detto ai carabinieri, l'ho detto al Procuratore, l'ho detto a tutti quelli che mi hanno chiesto "cosa avete visto?": l'albero, abbiamo visto, l'albero ghiacciato. E stata la prima cosa che abbiamo visto, appena arrivati al bosco - e anche dopo, quando abbiamo visto il resto, è rimasto l'unica cosa intera che abbiamo visto. L'albero. Era lì, al suo posto, all'imboccatura del bosco, cristallizzato come sempre nel suo cappotto di ghiaccio, la cui trasparenza era offuscata dalla neve fresca - ma era rosso. Era rosso, sì, come se Beppe Formento, nell'atto di ghiacciarlo, avesse messo dello sciroppo di amarena nel cannone. In quel bianco fatale era l'unica cosa che mantenesse una forma, e sembrava - non esagero - acceso, pulsante di quell'intima luce aurorale che ancora oggi mi ritrovo a sognare. Sogno quella trasparenza rossa, sì, ancora oggi, e la sogno senza più l'albero, ormai, senza nemmeno più la forma dell'albero: sogno quel colore e nient'altro. Un tramonto imprigionato in un cielo di gelatina, un sipario di quarzo rosso che cala sul mio sonno, un'immensa caramella Charms che si mangia il mondo, ho continuato a sognare quella trasparenza rossa e continuo a farlo, perché è ciò che abbiamo visto, quando siamo arrivati al bosco. Cosa avete visto? Abbiamo visto l'albero ghiacciato intriso di sangue.
10:34
Scritto da: borgosotto
in visto (2011-2012) | Link permanente | Commenti (0)
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