L’adolescenza e i suoi mille colori

La tecnica utilizzata da D’Avenia è quella dell’immedesimazione totale nel protagonista, a partire dal linguaggio e dalle mode giovanili. Il sedicenne Leo è un adolescente senza apparenti problemi, né particolari tormenti. Ama poco lo studio e ancor meno i prof, da lui etichettati come “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. In compenso è molto sicuro di sé e … Continua a leggere

Perché padre Brown ha scelto di fare il detective

Forse per questo, padre Brown, il protagonista degli omonimi racconti di Gilbert Keith Chesterton, ha scelto di fare il detective. Il lettore infatti presto si accorge che il caso e la sua soluzione sono solo un pretesto per altre riflessioni. Egli lascia sempre che si affacci dentro le sue indagini un mistero maggiore di quello che l’enigma poliziesco gli propone … Continua a leggere

La crisi morde il libro, ma il sacro tiene

«Comunque la lettura sta continuando a crescere nel nostro Paese – ha spiegato Giovanni Peresson dell’Associazione italiana editori, curatore del dettagliatissimo rapporto – visto che dal 2000 gli italiani che dicevano di leggere un libro erano il 39,1% del totale mentre oggi sono il 45,1%». Crescono soprattutto i «lettori forti» (+47,5%), cioè coloro che leggono almeno un libro al mese, … Continua a leggere

La Bibbia, manuale perfetto per scrivere un poliziesco

Uno: è di una concisione ammirevole e si dipana a un ritmo incalzante – 28 frasi nella mia copia svedese. E include non solo il momento della loro nascita, ma anche quello del loro concepimento. Due: racchiude un conflitto interiore descritto con grande maestria. Si tratta di qualcosa di molto utile in un racconto poliziesco – non bisogna accontentarsi dei … Continua a leggere

L’uomo che verrà: un David di Donatello strameritato

Il film, diretto da Giorgio Diritti e scritto dallo stesso regista insieme a Tania Pedroni e Giovanni Galavotti, racconta della strage di Marzabotto del 1944, e lo fa con un distacco totale, senza retorica, in pieno accordo con la tradizione neorealista, pur essendo realizzato da un regista nato nel 1959. L’uomo che verrà è un film, che non vuole dare … Continua a leggere

LETTO: La caccia al tesoro (5,5)

di Andrea Camilleri, poliziesco seriale, IT. 2010, Sellerio, p. 271 Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della “Domenica del Corriere”: al telefono continua il dai e ridai querulo … Continua a leggere

Il pensiero «forte» del filosofo «debole»

«Se parlo con lentezza, se ho difficoltà a coordinare i movimenti, se il mio passo è esitante è perché al momento della nascita il cordone ombelicale mi si è attorcigliato tre volte attorno al collo. Quell’incidente ha provocato un’asfissia e soprattutto conseguenze neurologiche. Disabile dalla nascita, sono cresciuto in un istituto per persone con infermità motorie cerebrali. Fin dall’età di … Continua a leggere

Quando un film può dirsi «cattolico»?

Certo è che la pagina dell’Osservatore dedicata a The Blues Brothers (ma anche il più recente articolo sul «vampiro cattolico» della saga di Twilight sul numero del 28-29 giugno), ha provocato un certo scalpore, anche per gli indiscussi elogi al film compresa la condivisione del sondaggio della Bbc che nel 2004 dichiarò la colonna sonora del film la più bella … Continua a leggere

Fede e ragione sono compatibili (G.Ravasi)

Un impulso ulteriore a questa discrasia radicale è riconoscibile nel neopositivismo del Novecento. Il Tractatus logico-philosophicus di Wittgenstein (1921) dichiarava come prive di senso le proposizioni della metafisica, dell’etica e dell’estetica, perché esse non sono immagine di nessun fatto del mondo. I neopositivisti del Circolo di Vienna (Schlick, Neurath, Carnap e così via) andarono oltre e interpretarono in senso svalutativo … Continua a leggere

Se Dio si nasconde in laboratorio

Anzitutto, coloro che affermano di avere una religione rappresentano il 50% del campione di ricerca di Ecklund, mentre gli atei o gli agnostici dichiarati arrivano al 30%. Il restante 20% si qualifica come aventi un «rapporto individualizzato e non convenzionale» con l’Assoluto. Ma c’è di più: solo la metà di quanti si dichiarano atei pensano che religione e scienza siano … Continua a leggere