La tela di De André

Con la sua musica, con la sua poesia, Fabrizio De André in questo ci è stato maestro. È riuscito a tessere la tela della comprensione e della condivisione anche raccontando le storie più difficili, perché parlare di chi si toglie la vita, della prostituta, delle persone detenute, di chi ha toccato il fondo, di chi è travolto dalla violenza della guerra, non è semplice, non è facile. Ci vuole il dono della poesia, che è fatta di forza e di semplicità. E questo dono Fabrizio ce l’aveva. Sapeva entrare nell’anima delle persone, sapeva raccontarla, e attraverso quelle storie darci la prospettiva per cogliere le ingiustizie sociali, la libertà e la dignità calpestata in molti angoli del mondo. La sua musica: un punteruolo per rompere l’indifferenza e il silenzio…

Gli amici del Gruppo Abele lo sanno. Quando per Natale o per Pasqua i credenti presenti nelle nostre comunità o nei nostri servizi (anche molti operatori-educatori spesso vogliono essere coinvolti e partecipare a questi momenti «forti» di spiritualità) mi chiedono di celebrare con loro la Messa, non ci poniamo mai all’ascolto della Parola di Dio (letture dell’Antico e del Nuovo Testamento) senza prima provare ad ascoltare la Terra, la nostra Terra e le nostre storie.

Cerchiamo insieme qualche testo che ci aiuti a entrare nella storia delle persone. Cerchiamo una lettera, una poesia, una denuncia, un articolo di giornale o il testo di una canzone – anche questo: un modo, per noi, di sintonizzarci sulla fedeltà all’uomo prima di lasciarci abbracciare dalla straordinaria fedeltà e bontà di Dio. E un anno ho proposto – in chiesa – l’ascolto della canzone di De André: «E te ne vai, Maria, fra l’altra gente…». A tutti noi ha fatto un gran bene. Ci ha aiutato a pregare.

Ci ha provocato con la poesia e con quella musica che parla «oltre» ogni discorso. Ne sono sicuro: anche il buon Dio ha apprezzato questo sforzo di fare dell’eucarestia una «tavola» che sa coinvolgersi per ascoltare il Risorto presente in mezzo a noi e chi – fisicamente assente – continua a donarci i suoi versi, le sue parole e la sua musica. Ulteriore (e ultima) domanda: come potrebbero dispiacersi, il Padre eterno e la Madonna, quando ci si sforza di saldare la terra al cielo; quando si vogliono legare le nostre fatiche e le nostre fragilità con il nostro impegno, con le nostre speranze e con la Sua capacità di colmarci della Speranza che non delude?

La tela di De Andréultima modifica: 2012-05-08T18:26:51+00:00da borgosotto
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