Yves Klein in volo con santa Rita

E la santa deve proprio avere gradito l’omaggio dell’artista perché, alcuni decenni dopo la sua immatura scomparsa, la casa da cui Klein ha spiccato il volo è stata venduta, e sulla sua area è stata costruita una chiesa dedicata proprio a santa Rita, apparentemente senza nessun rapporto con la vicenda del pittore. Ma che dietro alla ricerca artistica di Klein ci fosse una forte tensione spirituale si coglie dal suo originale percorso, un’evoluzione verso l’immateriale, l’architettura dell’aria, percepita attraverso una sensibilità impalpabile. A questa conoscenza dell’immateriale Klein arriva attraverso il colore, soprattutto il blu: «sono rimasto scioccato ad Assisi – scrive – nella basilica di san Francesco, dagli affreschi scrupolosamente monocromi, uniformi e blu che credo di poter attribuire a Giotto».
Si tratta di un percorso che spiega bene Klein stesso negli scritti raccolti nel volume Verso l’immateriale dell’arte (Milano, O barra O, 2009) in cui rivela il senso profondo delle sue scelte,L'ex voto dell'artista francese dalla fase monocromatica alla ricerca di quel blu particolare che prenderà il suo nome, fino alla cessione di zone pittoriche immateriali: «ora voglio superare l’arte, superare la sensibilità, superare la vita, voglio raggiungere il vuoto». Un vuoto che cercherà di raggiungere con il suo tentativo di volo: «Sono il pittore dello spazio. Non sono un astrattista, ma, al contrario, un figurativo, e un realista. Siamo onesti, per dipingere lo spazio, ho il dovere di recarmi sul posto, in questo spazio stesso».

Yves Klein in volo con santa Ritaultima modifica: 2012-05-22T09:55:53+00:00da borgosotto
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