08/01/2009

De André, l’«anarchico» intrigato da Dio

Fonte: www.avvenire.it (8.1.08)

 

DI ANDREA PEDRINELLI
 A
dieci anni dalla scomparsa dell’'anar­chico' Fabrizio De André crediamo sia lecito fare il punto sulla presenza nel­la sua opera di riferimenti all’Assoluto. Pre­senza diremmo inevitabile, in chi cerca di ca­pire la realtà; e palese – nonché forse ingom­brante per molti – in moltissime canzoni di Fa­ber. Esplicitamente 'preghiere', riflessioni sul 'dopo', inni dell’anima, grida di sapore vete­rotestamentario, addirittura Vangelo messo in musica come La buona novella del 1970. Che, certo, si rifà ai vangeli apocrifi: ma ciò non e­sclude un’attenzione al fatto della fede. Sem­mai dipende dal modo coerente con cui De André, refrattario a ogni potere e dunque an­che alla Chiesa come istituzione, aveva scelto di rapportarsi alla vita degli uomini. Non a ca­so si cantò «Servo disobbediente» in Smisura­ta preghiera, ultimo pezzo – rivolto a Dio – del­l’ultimo lavoro del ’96. Solo due delle tante e­splicitazioni di una fede non vissuta ma detta, criticata spesso nei modi, mai nell’essenza. In questo decennio due studiosi hanno ben ra­gionato sul rapporto De André- fede: Paolo Ghezzi (nel volume Il Vangelo secondo De An­dré,
  Ancora) ed Ettore Cannas (
La dimensione religiosa nelle canzoni di De André, Edizioni Segno). E come fatto da loro, non è nostra in­tenzione rendere De André 'santino' di una fe­de che non aveva. Però sottolineare che, quan­do una mente alta analizza la realtà dell’uo­mo, consonanze con i contenuti della sapien­za cristiana sono ineludibili, questo ci pare giu­sto farlo. Perché nell’opera laica di De André convivo­no temi fondamentali del dettato biblico. La denuncia feroce dell’immoralità umana, con­dita però di umana pietas, ed un anelito d’in­finito fatto di paura e amore. Si pensi in tema di denunce al «punto di vista di Dio» che sma­schera le ingiustizie umane, scorto da Ghezzi in Recitativo (1969). «Giudici eletti, quanti in­nocenti all’orrenda agonia votaste deciden­done la sorte, e quanto giusta pensate che sia una sentenza che decreta morte?». Mentre è Cannas a sottolineare, proprio nell’ultima Smi­surata preghiera, l’attacco tipico di De André ad una maggioranza 'farisaica'. «La maggio­ranza sta, recitando un rosario di ambizioni meschine, millenarie paure, inesauribili astu­zie ». E però, poi, la pietas. Che Ghezzi indivi­dua – esempio tra molti – in Khorakhané sugli zingari: «Se questo vuol dire rubare, questo fi­lo di pane tra miseria e fortuna, lo può dire sol­tanto chi sa di raccogliere in bocca il punto di vista di Dio».
  Dio, ancora Dio, sempre Dio: appunto. Da De André non creduto, ma certo cantato. A soste­gno delle proprie istanze etiche. Il Dio dell’ac­coglienza dell’altro – citiamo la ricerca di Can­nas – di
Bocca di rosa; quello perso del Canti­co dei drogati; il Dio che non illumina i poveri de La città vecchia. Fino al Dio tout-court, in­vocato con prospettiva terrena ma senza mez­zi termini, in Spiritual («Oh Dio del cielo, se mi cercherai, in mezzo agli altri uomini mi tro­verai ») come in Anime salve. Non a caso, all’i­nizio (1967) e alla fine (1996) del suo percorso, De André cantò pure l’amore cristiano. Il Dio­amore, intravisto dal ladrone crocefisso con Cristo. « Nel vedere quest’uomo che muore, nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l’amore». Conclusione inevitabile, per un artista che sempre parlò di 'anima' ri­conoscendole pienezza spirituale pure nella solitudine. Forse perché essa, per l’uomo, non è mai tale davvero. Se c’è un Tu cui volgersi, per gridare o anche riderci un po’ su, ma adom­brandone barbagli di Assoluto, possibilità di speranza e di senso nel mistero del vivere. Co­me dice la canzone, «Che bell’inganno sei, a­nima mia… Che grande questo tempo, che so­litudine… Che bella compagnia».
 Pur non credente il cantautore nella sua lunga carriera decise più volte di misurarsi con l’Assoluto. La sua ultima canzone testamento fu non a caso una preghiera laica

13:21 Scritto da: borgosotto in musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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