06/01/2010
Religione & Musica: i migliori dischi del 2009
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1. The Life Of The World To Come – The Mountain Goats
John Darnielle alias “The Mountain Goats”. E’ lui che si nasconde dietro una band che vacilla tra il folk e il pop più nobile, vicino ai R.E.M. prima maniera. Il loro stile è essenziale e legnoso, suonato senza inutili ghirigori elettronici. Il riferimento letterario è la Bibbia, l’Antico e il Nuovo Testamento. L’album è segnato già nel titolo da un’invocazione religiosa, “La vita del mondo che verrà”, la parte finale del Credo cattolico. Ma non c’è traccia di appartenenze confessionali a nessuna Chiesa. Le citazioni bibliche intitolano ogni canzone e ispirano storie da cantare. Non c’è dubbio: “The Life Of The World To Come” è l’album migliore del 2009.
> La canzone: “Genesis 3:23″ | ascolta
2. Let’s Change The World With Music – Prefab Sprout
Nel 1992 la casa discografica si rifiutò di pubblicare il cd “Let’s Change The World With Music” perché, già nelle prove da studio, suonava poco attuale per il tema trattato: la religione. L’uscita nella versione demo 17 anni più tardi, dimostra come le Major pubblicano e in fretta qualsiasi cosa canti “God” o “Save Me”. La ricerca spirituale si specchia nel pop e qualche manager ha fiutato l’affare. Il disco regala tracce di buon livello spirituale, tra cui spicca “Earth, the Story so Far”: “La scienza ha diffuso la notizia che l’unico assoluto è la Luce/ Salvami, salvami/ Non era quello il messaggio della stella delle notte di Natale?”. Ben tornati Prefab Sprout.
> La canzone: “God Watch Over You” | ascolta
3. Angoli nel Cielo – Lucio Dalla
Il grande Lucio ritorna con un album positivo nei contenuti, in un’epoca dove il pessimismo miete più vittime dell’influenza A. Alla crisi economica e sociale si sopravvivere con un rimedio facile: godere delle cose semplici e ovvie, da cercare negli angoli di un Cielo che ci protegge, lì dove si nascondono i tesori dell’esistenza. “Angoli nel Cielo” suggerisce di rientrare in se stessi e di ascoltarsi, di scoprire le potenzialità che un uomo possiede per realizzare la sua felicità insieme agli altri, anche quando l’amore (il motore che muove tutto) sembra aver perso la partita del cuore. Disco delizioso, solare.
> La canzone: “Questo amore” | ascolta
4. The Fountain – Echo & The Bunnymen
Da Liverpool ritorna la band culto della “new wave” britannica, gli Echo & The Bunnymen. Il nuovo “Fountain” è un concept album, un disco che ruota intorno alla spiritualità cristiana. Il leader Ian McCulloch, in un’intervista al magazine Rolling Stone, spiega il senso del cd: “Mentre scrivevo le canzoni non mi rendevo conto dei riferimenti a Dio o alla religione. E credo comunque che sia più una questione di sfumature che di riferimenti letterali al paradiso o a Dio”. Lo certifica il brano sulla Sindone di Torino, scritto dopo una visione mistica avuta durante un concerto a Rimini: “Io vidi Lui/ Lui vide me/ Quel sudario di Torino macchiato di sangue”.
> La canzone: “Shroud of Turin” | ascolta
5. Inneres Auge – Franco Battiato
“Inneres Auge – Il tutto è più della somma delle sue parti” è una raccolta di vecchi brani rivisitati dal suo autore Franco Battiato. Con l’inedito “Inneres Auge” (lo sguardo interiore) il maestro guarda dentro le cose del mondo, oltre l’apparenza, affilando la spada dell’indignazione. “La linea orizzontale ci spinge verso la materia/ Quella verticale verso lo spirito”. E’ la frase chiave del brano, somigliante a quella pronunciata da Cristo nell’orto del Getsèmani: “Vegliate… Lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Matteo 26,41). L’urgenza di far prevalere lo spirito sulla materia e di nobilitarsi, per continuare ad essere “animali pensanti”.
> La canzone: “Inneres Auge” | guarda il video
6. Sounds of the Universe – Depeche Mode
I suoni synth pop che hanno fatto la fortuna di Martin Lee Gore, Dave Gahan e Andrew Fletcher tornano in “Sounds of the Universe”. C’è l’inquietante dicotomia tra sentimento religioso e debolezza umana, segno distintivo della produzione dei Depeche Mode. Attratti dalla spiritualità, tentati dalle seduzioni del sesso, schiacciati dai sensi di colpa: il disco ne è la sintesi perfetta. Impreziosito da simboli biblici, il cd è invaso da una luce che schiarisce le tenebre di un gruppo che ha fatto la storia della musica moderna: “Sono un esempio vivente di santità/ Faccio dono di tutte le virtù che possiedo/ Illuminerò tutto il mondo/ La pace sarà con me”.
> La canzone: “Peace” | guarda il video
7. Carovane – Sergio Cammariere
Il più illuminato e metafisico cantautore italiano dell’ultimo decennio regala un album di spessore. Grandi esecuzioni musicali, testi scritti a quattro mani con il collaboratore di sempre Roberto Kunstler. Riguardo i temi religiosi, Sergio mostra quel sacro timore oggi invece scomparso. L’atteggiamento reverenziale verso il mistero divino è il file-rouge che percorre i brani di “Carovane”, carrozze musicali che decantano la bellezza della vita, la scoperta dell’infinito nel creato e la difesa della pace nel mondo. L’album non passerà nelle radio, le solite canzonette non sono in grado di reggere il confronto con tanta bellezza.
> La canzone: “Tre Angeli” | ascolta
8. Balm in Gilead – Rickie Lee Jones
Nel 2007 con “The Sermon on Exposition Boulevard” qualcuno cominciò un’infondata guerra inquisitoria contro Rickie Lee Jones, conosciuta forse come compagna di Tom Waits e adepta della “beat generation” più che per il suo talento musicale. L’album fu inserito nell’elenco dei dischi proibiti per aver riformulato quanto detto da Gesù durante la sua predicazione terrena. Dedicandosi agli studi di teologia negli anni novanta, un feedback religioso nella musica di Rickie era inevitabile. Ora ci riprova con “Balm in Gilead”. Analizza il tema di Dio e della morte, mentre canta di fede e di speranza. In alcuni passaggi commuove. Un disco da non perdere.
> La canzone: “His Jeweled Floor” | ascolta
9. Big Whiskey and the GrooGrux King – Dave Matthews Band
L’insana passione verso la musica di Dave Matthews rischia d’inficiare la valutazione di “Big Whiskey and the GrooGrux King” in questa classifica (comunque opinabile e personale). Per un fan formulare un giudizio obbiettivo sull’artista che più ascolta è impossibile. Ad esempio: l’album lo metterei al primo posto, ovvio. Il disco tratteggia l’inquietudine spirituale in Dave, ossessionato dal bisogno d’essere salvato dalle sue stesse debolezze. S’interroga sull’ipotesi della morte di Dio e tenta pure di acchiapparlo, nonostante voli “nella direzione della propria estinzione”. Un album monumentale e diretto. Da preferire nella versione “deluxe”.
> La canzone: “Time Bomb” | guarda il video
10. No Line On The Horizon – U2
Già lo scrivevo nello scorso aprile sulle pagine di “BombaCarta”: “Nell’apparente mancanza di possibilità future, la fede cristiana può allargare i confini dell’esistenza, proiettando l’uomo in una nuova dimensione, più calda e confortevole. Nel nuovo disco degli U2 c’è un climax… necessario per raggiungere chi sta in alto: Dio”. E’ il disco degli U2 più ispirato dal punto di vista cristiano, con citazioni di preghiere di Sant’Agostino e versi dei libri sapienziali della Bibbia. Consacra Bono al ruolo di profeta nel mondo scristianizzato e chissà se riuscirà a salvarlo. Il disco però ha venduto poco. Un segno apocalittico che preannuncia innanzitutto la loro fine?
> La canzone: “Cedars Of Lebanon” | guarda il video
Non rimane che scrivere: “Power… Play… Buona Musica per il 2010!”.
20:41 Scritto da: borgosotto in musica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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