06/04/2010
VISTO: La principessa e il ranocchio (7+)
(The Princess and the Frog) Regia: Ron Clements e John Musker – Cast: Oprah Winfrey, John Goodmann, Keith David, Jim Cummings – Genere: Animazione, colore 97 minuti – Distribuzione: Walt Disney Pictures - Produzione: Usa, 2009 – Data di uscita: 18 dicembre 2009
Soggetto: New Orleans, anni Trenta. Trasformato in ranocchio dal malvagio stregone vodoo Facilier, il principe Naveen ha la sola possibilità di farsi baciare da una principessa per riacquistare il proprio aspetto. Cade però in un equivoco e Tiana, la ragazza afroamericana che lo bacia, diventa lei stessa ranocchia. I due devono affrontare rischi infiniti, prima di dichiararsi innamorati e diventare di nuovo umani.
Giudizio dell'ACEC: Consigliabile/brillante. VISTO: 7+ (3,2/5): un cartone animato in vecchio stile, dove le favole prendono corpo, ovvero i sogni sono realizzabili, specialmente quelli che realmente servono a vivere e non sono unicamente utopie, fughe dalla realtà, riduzione a status symbol e a ruoli di prestigio. La morale è chiara e apprezzabile, la storia è piacevole, divertente e ben curata. Stufano un pò i troppi canti (anche se riabilitano il jazz) che intervallano il racconto, ma anche questo rientra nel recupero del "c'era una volta il bel cartone della Disney". Da vedere (non solo i più piccoli).
Valutazione Pastorale: Si tratta di un cartoon musicale, realizzato a mano sulla scorta della celebre favola dei fratelli Grimm. Gia autori di "La sirenetta" e "Aladdin", Clements e Musker attingono a piene mani al repertorio narrativo originato dal contesto scelto. Colonna sonora e belletti sono in perfetto stile d'epoca, i colori vividi e il racconto pieno di azione completano la godibilità del risultato. Una situzione nella quale il lieto fine é, più che prevedibile, coerente. Girato dopo il tragico passaggio dell'uragano Katrina, il film é definito dagli autori un "segno di solidarietà per la gente di New Orleans". Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come consigliabile e nell'insieme brillante. (www.acec.it )
Il ritorno di Disney alle fiabe classiche non avviene semplicemente riadattando per il grande schermo “Il principe ranocchio” dei fratelli Grimm. Nella favola originale, infatti, una principessa bacia un brutto e viscido rospo che finisce per trasformarsi in un bellissimo principe e i due si sposano. Nella rivisitazione disneyana cambiano diverse cose. Siamo nel terzo millennio e la narrazione ha subito già delle svolte epocali. La storia non si svolge più in mitici palazzi medievali, con principesse e cavalieri, ma è ambientata nella caotica città del jazz, New Orleans, durante gli anni ‘20. Molti personaggi sono di colore e di colore è anche la splendida protagonista, Tiana, che a dispetto di quello che fa pensare il titolo, è una semplice cameriera, con un grande sogno nel cassetto: aprire un ristorante nella zona portuale della città. Non c’è nessuna principessa, dunque, ma c’è un principe: Naveen, un playboy fannullone, che è rimasto senza un soldo, perché i suoi genitori lo hanno diseredato. È il cattivo a dare il via all’azione vera e propria: l’astuto dottor Facilier, una summa dei malvagi disneyani (quasi inevitabile il raffronto con il longilineo Jafar di Alladin), che servendosi della sua persuasione e della voglia di riscatto di un grasso maggiordomo si servirà dei suoi incantesimi per trasformare il principe in un rospo. Ed è a questo punto che i destini dei due eroi s’incrociano. Ne “La principessa e il ranocchio” gli autori strizzano l’occhio anche nelle scene, nei disegni e nei simboli a classici come “Pinocchio”, “La Bella Addormentata”, o i più recenti “Alladin” ed “Hercules”, scritti e diretti entrambi dalla coppia Clements-Musker. L’animazione permette ai personaggi che si muovono sullo schermo di avere un calore che forse ancora non abbiamo ancora visto nelle storie in 3D con essere umani.
11:30 Scritto da borgosotto in visto (2009-2010) | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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