28/04/2012

Alla ricerca di Dio al tempo di Google

Non basta mescolare la fede con ritmi e termini delle nuove tecnologie, qui si tratta di cyberteologia: parla padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica

 
29.4.12
Senti cyberteologia e ti viene in mente Philip K. Dick, o magari uno di quei videogiochi spara-spara, magari con una curvatura esoterica, che spopolano tra gli smanettoni. E invece è una riflessione cognitiva ormai matura, anche se in progress, lo sforzo speculativo di “pensare il cristianesimo al tempo della rete”, come recita il sottotitolo dell’ultimo libro di Antonio Spadaro, da qualche mese direttore della Civiltà Cattolica, la più antica rivista italiana, come ci dice con orgoglio lui stesso, in una conversazione con Europa, a partire proprio dal suo volume (Cyberteologia, Vita e pensiero, 14 euro).

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26/04/2012

"Essere cristiani oggi"

 
Viviamo in un tempo senza gioia né speranza, chiamati tutti ad una scelta di campo in favore delle vittime della crisi che stiamo attraversando. Per i cristiani questa scelta dovrebbe essere ovvia, visto che dal Vaticano II in poi l'opzione preferenziale per i poveri dovrebbe essere la regola, ma la pratica teologica e pastorale ha spesso mostrato una realtà differente.
“Mi formavi nel silenzio”, un libro appena pubblicato di Arturo Paoli e Dino Biggio, ci insegna come conservare anche in tempi come questo la gioia e la speranza cristiana.
 
Leggi tutto: "Essere cristiani oggi" di Gianni Mula e Carlamaria Cannas

Leggi anche il nostro precedente post:

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24/04/2012

Natuzza Evolo - La Via della Croce

Speciale del TG1 prodotto da Rai Vaticano 10/apr/2012

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23/04/2012

Biancaneve, la vera bellezza vince la vanità

Biancaneve di Maximiliano Cattaneo, 21.4.12, http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-biancaneve...

«C’era una volta – era d’inverno e i fiocchi di neve scendevano dal cielo come piume – una regina che cuciva vicino a una finestra dalla cornice d’ebano. Cuciva e guardava ogni tanto la neve, ma poi si punse un dito con l’ago e sulla neve caddero tre gocce di sangue. Il rosso del sangue le parve così bello sulla neve candida che pensò: “Ah, se avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e nera come l’ebano!”».

Così inizia la favola di Biancaneve, una favola così ricca di elementi cristiani e d’insegnamenti preziosi, non solo per i bambini! Che le favole, il regno delle fiabe e delle fate, siano una cosa da non sottovalutare ce lo insegnano anche due grandi autori inglesi, G. K. Chesterton e J.R.R. Tolkien. Il primo dedica, con la sua solita deliziosa ironia, un intero capitolo del suo Ortodossia – un libro imperdibile – alla Morale delle favole. Questa rappresenta per lui la prima ed ultima filosofia, imparata da bambino dalla nutrice: “le cose in cui ho sempre creduto di più, allora ed ora, sono le cosiddette novelle delle fate, che a me sembrano essere cose interamente ragionevoli. Non sono fantasie: tante altre cose, a loro confronto, sono fantastiche”». Il regno delle favole è pieno di strane proibizioni, parole magiche, castelli di vetro – «questo fugace luccichio di vetro che ricorre dappertutto sta a dimostrare che la felicità è brillante, ma fragile» – ma in esse emerge l’esaltazione degli umili, il castigo ai superbi, l’eroismo e la sensazione che ciò che c’è è il frutto di una scelta, è stato fatto!

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21/04/2012

Vito Mancuso intervistato da Corrado Augias e da Fabio Fazio

Critica e rinnovamento della coscienza cristiana

Cos’è più importante
nella vita di un uomo,
l’obbedienza o la libertà?


Vito Mancuso intervistato
da Corrado Augias e da Fabio Fazio


Vito Mancuso, editorialista de la Repubblica, scrittore e docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, il 30 marzo, è tornato in libreria con Obbedienza e libertà - Critica e rinnovamento della coscienza cristiana; dal 2011, dirige la collana editoriale Campo dei fiori
Il teologo Vito Mancuso affronta con Corrado Augias a “Le Storie - Diario Italiano”, il “tragico paradosso” della coscienza cristiana puntata trasmessa il 20.04.2012

GUARDA IL VIDEO: Le storie - Vito Mancuso

L'intervista di Fabio Fazio a "Che tempo che fa" puntata del 15 aprile 2012.
GUARDA IL VIDEO

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20/04/2012

Antonia Arslan: l’ultima lezione

«Verso sera per le strade deserte / passa un carro cigolando. / Un cavallo sauro lo tira, dietro / cammina un soldato ubriaco. // È la bara dei massacrati che va / al cimitero degli Armeni. Il sole al tramonto distende / sul carro una sindone d’oro». Sono versi del poeta Daniel Varujan (1884-1915), arrestato a Costantinopoli la notte tra il 23 e il 24 aprile durante la sevkiyet, la deportazione armena del 1915. Varujan è anche la porta attraverso cui la scrittrice Antonia Arslan, traducendolo in italiano, ha riscoperto le proprie radici. Il secondo passo è stato svolgere dare voce agli scampati del genocidio che l’ideologia dei Giovani Turchi scatenò contro l’etnia armena. Infine, con l’addensarsi dei ricordi, sono maturati i romanzi. Prima La masseria delle allodole, oltre 30 edizioni, portato sul grande schermo dai fratelli Taviani; poi La strada di Smirne, che va nella stessa direzione. L’ultima fatica è Il libro di Mush (Skira 2012), emblematica storia di due donne che, durante il Metz Yeghérn (“Grande Male”) del 1915, traggono in salvo un antico volume miniato di oltre 20kg. Una zavorra che intralcia la fuga, tanto ingombrante quanto irrinunciabile: ecco cos’è la Memoria.

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19/04/2012

Ernesto Balducci, un maestro da riscoprire

http://temi.repubblica.it/micromega-online/ernesto-balduc...

Pubblichiamo la prefazione di don Andrea Gallo a "Siate ragionevoli chiedete l’impossibile" di Ernesto Balducci (Chiarelettere).

di don Andrea Gallo

Ernesto Balducci è stato uno straordinario testimone del Vangelo e credo che più che un personaggio da commemorare, a vent’anni dalla morte, sia un uomo da ascoltare e da studiare.

Sono stato sul monte Amiata, a Santa Fiora (Grosseto), il paese dove padre Balducci è nato nel 1922, e ho fatto il percorso dalla Badia Fiesolana a Santa Fiora come un pellegrinaggio. È proprio a Santa Fiora che avviene la «svolta antropologica», l’affermazione della centralità dell’essere umano e insieme la necessità di una vera e propria riconversione del nostro modo di pensare e di agire. Questa è una terra straordinaria, dove è ancora viva la memoria di David Lazzaretti, il «profeta dell’Amiata» ucciso nel 1878 dalla Guardia regia, come quella dei martiri fucilati durante la Resistenza mentre difendevano le miniere in cui lavoravano, minacciate dall’esercito tedesco in ritirata. «Quando più alto in me si fa il fastidio morale per questo mondo – scrive Balducci –, mi capita di tornare a quegli anni lontani, in quella piccola scuola invasa dalla tramontana, dove l’ideologia della prepotenza cercava di corromperci. Non c’è riuscita. Ma mentre Eraldo, Mauro, Luigi e gli altri hanno pagato con la vita… io, noi sopravvissuti, che andiamo facendo?»

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18/04/2012

FESTA MGS 2011 - Alessandro D'Avenia

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17/04/2012

Film su Gesù (su youtube)

GESU' di NAZARET di Zeffirelli (completo: più di 4 ore): http://www.youtube.com/watch?v=fNdyeC3EXf0&feature=re...

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16/04/2012

Il mistero cristiano di Michail Bulgakov

Mikail Bulgakovdi Adriano Dell'Asta, 10.4.12, http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-il-mistero...

Anticipiamo questo articolo tratto dal numero in uscita de  "La Nuova Europa", il bimestrale della Fondazione Russia Cristiana.

Michail Afanasevic Bulgakov nasce a Kiev il 3 maggio 1891 in una famiglia profondamente unita e ospitale, sempre aperta a tutti, dove si cantava e si suonava, dove la mamma era una regina luminosa e il padre era un punto di riferimento pacificante. Afanasij Bulgakov era professore di storia della teologia occidentale (esperto in anglicanesimo) all’accademia teologica di Kiev; è attraverso questa famiglia e gli amici del padre che Bulgakov conosce il cristianesimo; e anche quando la fede verrà scossa o sembrerà scomparire, la memoria di questa atmosfera e di questa gente resterà. (...) 

Bulgakov non fa studi di carattere letterario, filosofico o teologico, studia medicina e diventa medico, esercitando anche la professione nei primi anni. Le esperienze di questo periodo sono conservate nei Ricordi di un giovane medico, dove tra le tante cose che il giovane scrittore ci trasmette ne ricordiamo due in particolare; innanzitutto che, per quanto i libri siano fondamentali, non ci trasmettono mai sino in fondo quella che è la vita nella sua completezza: «La mia ferita non assomigliava a nessun disegno», deve constatare sconsolato il giovane medico, così come altrove, deve ammettere che, nella realtà e dalla realtà, si impara che c’è qualcosa che nessun libro può insegnare: «Dalle parole staccate, dalle frasi lasciate in tronco, dai brevi cenni buttati là di sfuggita imparai la cosa più indispensabile, che non c’è in nessun libro». La seconda cosa che il giovane medico impara sul campo è che da solo non può salvare questa vita sorprendente; il suo compito come medico è esattamente questo, salvare la vita, ma, a differenza di quanto credono molti, conquistati dalle nuove potenzialità della scienza, lui non si fa nessuna illusione: è sempre lui e soltanto lui che deve mettersi in gioco e prendere le decisioni ultime, ma da solo non può fare nulla. (...)

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