22/05/2012

Yves Klein in volo con santa Rita

L’artista francese dedicò tutta la sua attività alla donna di Cascia di cui il 22 maggio ricorre la memoria liturgica

Lucetta Scaraffia 22 maggio 2012 http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer... Klein  in volo con santa Rita&locale=it

Nicolas Poussin, "La traslazione miracolosa di Santa Rita" (1633)Il 22 maggio è la festa di santa Rita: una santa molto popolare, soprattutto per la sua ben nota potenza miracolosa. Pochi sanno che a lei era particolarmente legato uno dei più importanti artisti contemporanei, Yves Klein. Il pittore francese le ha offerto un meraviglioso ex-voto - una scatola di plexigass con pigmenti di colore oro, rosa e azzurro, che contiene anche un cartiglio arrotolato in cui Klein dichiara di dedicare tutta la sua attività artistica alla santa - perché si sentiva particolarmente legato a lei. Non solo, probabilmente, perché in una chiesetta di Nizza vicino alla casa della sua famiglia d'origine era esposta alla devozione una statua della celebre santa, ma perché affascinato dalla potenza miracolosa abbinata a un volo notturno.
Per il pittore, affascinato dal blu e dall'idea di volare - come dimostra il fatto che lui stesso si è fatto fotografare mentre prova a volare da una finestra, in un sobborgo di Parigi - la santa costituiva infatti un riferimento sacro particolarmente congeniale.

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30/03/2012

Il genio di Caravaggio nel farci vedere Gesù….

Antonio Socci, Da “Libero”, 24 marzo 2012

Al centro dell’ultimo romanzo di Abraham Yehoshua, “La scena perduta” (Einaudi, pp. 368, euro 21) c’è un quadro strano, sorprendente. E’ un dipinto di Matthias Meyvogel, un artista del Seicento.

Malgrado il titolo, “Caritas romana”, l’opera appare ben poco “spirituale”, anzi è un’immagine fortemente sensuale: rappresenta una giovane donna che fa succhiare il suo seno a un vecchio che ha le mani legate dietro la schiena.

Qual è il senso e la storia di quell’immagine su cui Yehoshua richiama la nostra attenzione per la fascinazione che esercita?

Ci troviamo di fronte a un tema che sembra aver quasi ossessionato la pittura dal XVI al XVIII secolo. Lo sanno gli addetti ai lavori. Ma possono facilmente scoprirlo anche i profani. Basta andare su Google, scrivere la formula “caritas romana” e cliccare su “immagini”, per scoprire che ci sono decine di opere con lo stesso soggetto.

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23/03/2012

Le meravigliose Stanze di Raffaello - Musei Vaticani - spiegate con dovizia di particolari

Ordinate dal Papa Giulio II Della Rovere...(continua )... L'opera Stupenda di Raffaelllo Sanzio da Urbino!

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28/02/2012

San Clemente, ieri come oggi, tra paganesimo e Cristianesimo

Un tesoro di storia e arte a fianco del Colosseo

di Paolo Lorizzo*, 25 febbraio 2012 (ZENIT.org)

Il complesso monumentale di San Clemente rappresenta uno dei più interessanti contesti della ‘Roma nascosta’, un piccolo angolo seminascosto da palazzi e dalla vita frenetica della capitale, ricco di fascino e di atmosfera meditativa.

Situato nella valle formata tra il Colle Oppio e il Celio a poca distanza dall’Anfiteatro Flavio, il complesso nasce attraverso la sovrapposizione di una serie di edifici di differenti epoche, spesso di difficile comprensione che costituiscono le fondazioni dell’attuale Basilica.

Scendendo due rampe di scale e raggiungendo gli strati più profondi dell’intricato sistema di corridoi sotterranei, si raggiunge l’edificio probabilmente più antico dell’intero complesso, corrispondente ad una struttura in opus quadratum, grandi blocchi in tufo con cornice in travertino e partizioni interne realizzate con la tecnica edilizia dell’opus mixtum, cioè l’alternanza di piccoli cubi in pietra con filari di mattoni.

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25/01/2012

Il Cristo di Rublev e il Pantocratore del Sinai

Rublev - Il Volto di Cristodi Gloria Riva, 25.1.12, http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-il-cristo-...

Ritroviamo la traccia eterna del volto di Cristo, dipinta a fuoco sul legno antico da Andrej Rublev. Un volto maestoso e grave dagli occhi penetranti. Ti fissa in volto e pare capire. La bocca accenna a un sorriso e di fronte a lui tutto s’infrange: affanno, dubbi, dolori, tutto è confinato là, oltre la porta del tempo. Rimani solo con lui e hai la sensazioni che non manchi più nulla.
Nel collo gonfio soffia lo Spirito del Dio vivente. Il volto è costruito entro due centri concentrici. Tutte le icone si scrivono così, dentro una simbologia geometrica che rimanda al Mistero. I due cerchi sono il connubio fra Cielo e terra. Fra eternità e finitudine. Questo volto è una finestra sul mondo a venire.

Questo volto narra una storia antica. In lui c’è il sapore dell’esistenza umana nella sua totalità. Ci sei anche tu, con la tua storia e il tuo dolore. Questa immagine profuma di terra. E nella terra ci è stata, sul serio, per lunghi anni.

Rublev la dipinse tra il 1410 e il 1420 poi se ne perse ogni traccia. Fu ritrovata solo alla fine dell’Ottocento, capovolta, immersa in un terreno umido come asse di passaggio per accedere a una stalla. Un'icona umiliata: nessuno passando avrebbe potuto sospettare che quell’asse, così grezzo, dietro, contenesse un tale splendore. La traccia eterna conculcata.

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22/12/2011

Il Volto di Gesù nell'Arte: Il Vangelo secondo Giotto

IL VOLTO DI GESÙ NELL'ARTE
Da quasi due millenni l'immagine di Cristo appare nelle opere d'arte di tutto il mondo, con sembianze diverse, ma sempre riconoscibili: da Re dei re a Signore Onnipotente, da gentile rabbino ad amico compassionevole, a essere umano sofferente.
Il tema della rappresentazione del divino, nel corso dei secoli, ha subito numerose trasformazioni ed è stato oggetto di critiche e dibattiti, ma ha anche dato vita a capolavori immortali, apprezzati per la loro bellezza e intensità, al di là del loro valore religioso.

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13/12/2011

Albrecht Durer, Adorazione dei Magi

Fonte: http://carmelooggi.blogspot.com/

Albrecht Durer, Adorazione dei Magi, 1504, Firenze, Gall. degli Uffizi

L'opera di Albrecht Dürer, maestro capace di mettere in comunicazione cultura nordica e italiana, è colma di allusioni e significati simbolici. Per una volta, dunque, l'invito è quello di soffermarsi sui tanti piccoli dettagli di un dipinto, che ne arricchiscono il significato. Non solo spesso ignoriamo il significato di molti di questi elementi, ma addirittura non li notiamo neppure, nella frenesia di uno sguardo avido.

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08/12/2011

Il Cristo cosmico di Grünewald

Grünewald – Altare di Isenheim (1512-1516)

Philippe Daverio per “Avvenire“, 7.12.11

«Il posto sembrò essere sconquassato da un terremoto e i demoni, quasi abbattessero le quattro mura del ricovero, sembravano penetrare attraverso esse in forma di bestie e di cose striscianti…».

Così Atanasio di Alessandria raccontava delle battaglie con il demonio affrontato dal suo amico sant’Antonio abate. Oltre mille anni dopo, Grünewald racconta la stessa storia nel retro dell’altare di Isenheim, il quale nella sua complessità pittorica sarebbe come la Cappella Sistina dell’Europa del Nord, anzi di quella cultura della riva sinistra del Reno dove follie e fantasmi si sposano in un immaginario che dura fino ai giorni nostri.

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28/11/2011

Gaudí a Roma

Lluís Martínez Sistach, Cardinale arcivescovo di Barcellona

 
Con un’esposizione in Vaticano s’inaugura come omaggio a Benedetto XVI una panoramica sull’opera dell’architetto della Sagrada Família.

Più di cinquemila persone hanno gremito lo scorso 6 novembre le bellissime navate della basilica della Sagrada Família di Barcellona per commemorare con una celebrazione eucaristica il primo anniversario della sua solenne dedicazione, presieduta da Benedetto XVI il 7 novembre 2010.

In quel momento culminante della cerimonia — dopo aver ascoltato la lettura della lettera del Papa rivolta al cardinale-arcivescovo nel suo giubileo sacerdotale e il messaggio del cardinale segretario di Stato, a nome del Pontefice, a tutta la comunità diocesana — i partecipanti hanno visto apparire sugli schermi televisivi installati in tutta la basilica la figura di Benedetto XVI. E hanno potuto ascoltare dalle sue labbra le parole che aveva pronunciato quella mattina stessa durante la recita dell’Angelus.

Il Papa aveva detto: «Ricordo che un anno fa, a Barcellona, ho avuto la gioia di dedicare la basilica della Sagrada Família, ammirevole sintesi di tecnica, bellezza e fede, ideata dal servo di Dio Antoni Gaudí, geniale architetto».

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19/11/2011

Marc Chagall, i colori della fede nel caveau segreto

dal Corriere della sera del 5/9/2011 un articolo scritto da Armando Torno

Nell’ultima udienza generale di agosto, papa Benedetto XVI è tornato su un tema a lui caro, quello della via pulchritudinis. Era un invito alla bellezza. Ricordava quel percorso che porta verso l’infinito e la verità, evocando la celebre equazione platonica «bello uguale a vero uguale a bene».

Dopo aver citato il sommo Johann Sebastian Bach, il musicista che forse restituì a Dio più di quanto Dio gli abbia concesso, papa Ratzinger ha sottolineato un altro aspetto: «Rimane profondamente vero quanto ha scritto un grande artista, Marc Chagall, che i pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell’alfabeto colorato che è la Bibbia». Mai parole sono state più attuali.

Nei prossimi giorni arriverà in libreria un’opera che sembra rispondere alle parole di Benedetto XVI: presenta i pastelli del messaggio biblico di Chagall. Si tratta di un saggio di Pierre Provoyeur, il primo conservatore (1972-1983) del Musée National che lo Stato francese dedicò a Nizza al celebre artista (ora l’incarico è ricoperto da Maurice Fréchuret). Il titolo del libro riassume il lavoro del pittore dinanzi alla Rivelazione: Chagall. Il gesto e la parola (Jaca Book). Uscirà questa settimana anche in Germania, presso Weinand a Colonia, e in Francia da Hazan. Sono in preparazione le edizioni inglese, russa e giapponese.

L’opera consente di vedere riuniti i 99 pastelli che Chagall fece e rifece per realizzare i 17 oli dedicati a momenti da lui ritenuti essenziali della Bibbia. Di essi, 5 grandi tele sono esclusivamente per il Cantico dei cantici e si trovano nel Museo di Nizza, in una sala a parte.

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