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<title>Letto, visto...</title>
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<subtitle>e sentito (dire): recensioni varie attorno al mondo cattolico</subtitle>
<updated>2010-03-19T15:50:46+01:00</updated>
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<title>Emmaus. Un libro vuoto</title>
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<updated>2010-03-19T15:50:46+01:00</updated>
<published>2010-03-19T15:50:46+01:00</published>
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<summary>    Clichés ideologici e scrittura estetizzante rendono noiosamente...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;a name=&quot;12&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt;Clichés ideologici e scrittura estetizzante rendono noiosamente prevedibile &quot;Emmaus&quot;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;img src=&quot;http://www.pensierinblu.com/blog/wp-content/uploads/emmaus.jpg&quot; style=&quot;float: left;&quot; /&gt;Anticipiamo ampi stralci di un articolo che sarà pubblicato nel numero in uscita della rivista dei gesuiti &quot;La Civiltà Cattolica&quot;.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;center&gt;&lt;b&gt;di Antonio Spadaro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/center&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Dopo aver chiuso &lt;i&gt;Emmaus&lt;/i&gt; si resta davvero perplessi e delusi. La prosa di Baricco è suadente, lineare:&amp;nbsp; tutto è al posto giusto. L'autore è narratore di razza, abile conoscitore delle tecniche che applica con una certa insistita precisione, come a comando. E tuttavia proprio questo contribuisce a comunicare la sensazione di vacuità. In tale quadro anche una sbavatura avrebbe giovato, avrebbe reso il libro più interessante. E invece non c'è:&amp;nbsp; la scrittura è nitida e tersa, ma cieca perché descrive qualcosa che sicuramente non conosce. Non c'è balzo, non c'è passione, non c'è sorpresa.&lt;br /&gt; Tutto quello che deve accadere accade, e puntualmente. E gli avvenimenti appaiono iscritti all'interno di un &lt;i&gt;kòsmos&lt;/i&gt; esatto, dove le contraddizioni e le inquietudini rispondono a clichés definiti ideologicamente. Persino il dramma è addomesticato dalla scrittura a effetto. Il mondo che si dispiega nelle pagine di &lt;i&gt;Emmaus&lt;/i&gt; è diviso rigidamente in due:&amp;nbsp; o si è di qua o si è di là. Sono ammessi i passaggi da una parte all'altra, ovviamente, altrimenti non ci sarebbe storia, non ci sarebbero i fatti da narrare. E tutta via i campi, i due territori divisi dal muro sono chiaramente separati da una frontiera.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
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<title>«Il profeta» e «Cella 211» contro le prigioni: sono lager</title>
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<updated>2010-03-18T15:29:51+01:00</updated>
<published>2010-03-18T15:29:00+01:00</published>
<category term="cinema e tv" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary>  &amp;nbsp;  Escono ora in Italia i due film «caso» più premiati in Francia e in...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;Escono ora in Italia i due film «caso» più premiati in Francia e in Spagna&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img width=&quot;160&quot; src=&quot;http://www.vivacinema.it/img/locandina-il-profeta.jpg&quot; height=&quot;231&quot; style=&quot;float: left;&quot; /&gt;DI &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&lt;b&gt;ILARIO LOMBARDO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;Avvenire 18.3.10&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;N&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;on troppo tempo fa e­ra considerato un ge­nere. Con delle pro­prie regole, personaggi e carat­teri ben precisi.&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&lt;i&gt;Prison movie,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&amp;nbsp;così li hanno battezzati: film carcerari. Qualche titolo?&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&lt;i&gt;Fuga di mezzanotte, Fuga da Alca­traz.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp; E ancora:&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&lt;i&gt;Papillion, Un condannato a morte è fuggito&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;,&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;L’uomo di Alcatraz&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;fino al&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&lt;i&gt;Mi­glio Verde, Dead man walking:&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&amp;nbsp;che declinano il genere con ri­flessioni sull’ergastolo, l’inno­cenza, la colpa, la pena di mor­te. Basta scorrere l’elenco e si vede che il marchio di fabbrica è soprattutto americano. L’Eu­ropa c’è poco. Almeno fino a&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;oggi. Due film, in uscita in Ita­lia, tra l’altro i più premiati del­l’anno nelle rispettive nazioni, ci riportano invece con prepo­tenza nel cuore del sistema car­cerario, con le sue falle, le sue incoerenze, le sue ambiguità.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Salvatores: «Nel mio film le paure della società»</title>
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<updated>2010-03-18T14:56:07+01:00</updated>
<published>2010-03-18T14:56:07+01:00</published>
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<summary> Il regista: «In “Happy Family” racconto il nostro oggi incerto attraverso...</summary>
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&lt;p&gt;Il regista: «In “Happy Family” racconto il nostro oggi incerto attraverso due strane famiglie e un curioso scrittore»&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;DI GIACOMO VALLATI&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.ilcinemaniaco.com/wp-content/uploads/2009/03/salvatores-thumb.jpg&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;O&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;tto personaggi in cer­ca di Salvatores. Quant’è affascinante, imprevedibile, perfino di­vertente, il rapporto che lega un autore alle proprie crea­ture? È vero che, sull’argo­mento, «Pirandello, Shake­speare e Calderon hanno già detto tutto»; ma col suo ori-&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;ginalissimo&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&lt;i&gt;Happy Family&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&amp;nbsp;Gabriele Salvatores è riusci­to (grazie anche all’eccellen­te sceneggiatura di Alessan­dro Genovesi, già finalista al premio Solinas, e già trasfor­mata in commedia di suc­cesso al teatro dell’Elfo di Mi­lano) ad aggiungere al tema qualcosa di brillante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>LETTO: Le perfezioni provvisorie (7+)</title>
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<updated>2010-03-18T08:16:27+01:00</updated>
<published>2010-03-18T08:16:27+01:00</published>
<category term="letto (2009-2010)" scheme="http://www.blogspirit.com/ns/types#category" />
<summary>  &amp;nbsp;di   Carofiglio Gianrico  , It. 2010, Sellerio, p.336, giallo...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788838924545&quot; style=&quot;float: left;&quot; /&gt;&amp;nbsp;di &lt;a href=&quot;http://www.ibs.it/libri/carofiglio+gianrico/libri+di+carofiglio+gianrico.html&quot;&gt;&lt;b&gt;Carofiglio Gianrico&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, It. 2010, Sellerio, p.336, giallo esistenziale&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&quot;tcorpotesto&quot;&gt;Le giornate di Guido Guerrieri trascorrono in equilibrio instabile fra il suo lavoro di avvocato - un nuovo elegante studio, nuovi collaboratori, una carriera di successo - e la solitudine venata di malinconia delle sue ore private. Antidoti a questa malinconia: il consueto senso dell'umorismo, la musica, i libri e le surreali conversazioni con il sacco da boxe, nel soggiorno di casa. Tutto inizia quando un collega gli propone un incarico insolito: cercare gli elementi per dare nuovo impulso a un'inchiesta di cui la procura si accinge a chiedere l'archiviazione. Manuela, studentessa universitaria a Roma, figlia di una Bari opulenta, è scomparsa in una stazione ferroviaria, inghiottita nel nulla dopo un fine settimana trascorso in campagna con amici. Inizialmente Guerrieri esita ad accettare l'incarico, più adatto a un detective che a un legale. Poi, scettico e curioso a un tempo, inizia a studiare le carte e a incontrare i personaggi coinvolti nell'inchiesta. Tra questi, la migliore amica di Manuela, Caterina. Una ragazza dei suoi tempi giovane, bella, immediata al limite della sfrontatezza. L'avvocato, diviso fra imbarazzo e attrazione, si lascia accompagnare da lei nel ricostruire il mondo segreto di Manuela e le ragioni della sua scomparsa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&quot;tcorpotesto&quot;&gt;&lt;strong&gt;Media Voto: 3.60 / 5;&lt;/strong&gt; LETTO: 7+ (3,3/5): l'ultima fatica del fortunato magistrato barese è un &quot;giallo esistenziale&quot;, dove i ricordi e&amp;nbsp;le pieghe psicologiche del protagonista, il giovane avvocato Guido Guerrieri, contano più della trama stessa e del genere letterario. E' particolarmente piacevole il modo di scrivere di Carofiglio: chiaro, fluido, credibile. Tutto questo dà particolare valore al suo romanzo e motivo per leggerlo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Hans Jonas. Sulla bontà della natura umana (V.Mancuso)</title>
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<updated>2010-03-17T20:01:01+01:00</updated>
<published>2010-03-17T20:01:01+01:00</published>
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<summary> di Vito Mancuso, La Repubblica 17.3.10      Esce da Aragno un testo inedito...</summary>
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&lt;p&gt;di Vito Mancuso, La Repubblica 17.3.10&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-left: 18pt;&quot; class=&quot;MsoBodyText&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal; mso-bidi-font-size: 10.0pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://www.itis.biella.it/attivita/2007_2008/progetto_costituzione/Percorso/jonas.jpg&quot; style=&quot;float: left;&quot; /&gt;Esce da Aragno un testo inedito del filosofo ricco di riflessioni sul rapporto tra Dio, etica e libertà. Un´opera contro il pessimismo antropologico di San Paolo e di Sant´Agostino. Il libro aiuta a capire il pensiero cristiano. Nella Chiesa ci sono sempre stati i pelagiani&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal; mso-bidi-font-size: 10.0pt;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin-left: 18pt;&quot; class=&quot;MsoBodyText&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal; mso-bidi-font-size: 10.0pt;&quot;&gt;Esce in Italia, in prima edizione mondiale, un testo inedito di Hans Jonas. Il che, in un momento nel quale ci sono non pochi motivi per lamentarsi di essere italiani, è già una buona notizia. L´evento è stato possibile grazie al &quot;fortunato ritrovamento&quot; (così Emidio Spinelli, il fortunato ritrovatore) presso il &quot;Philosophisches Archiv&quot; dell´Università di Costanza di alcuni manoscritti del grande filosofo ebreo, nato in Germania nel 1903, morto a New York nel 1993, una vita ai più alti livelli della professione filosofica accanto a personaggi quali Husserl, Heidegger, Bultmann, Jaspers, non senza essere stato volontario della Brigata ebraica dell´esercito inglese durante la Seconda guerra mondiale e aver combattuto in Italia (&quot;il mio amore per l´Italia, da sempre esistente, si mutò allora in un amore per gli Italiani&quot; scrive nelle sue straordinarie memorie) e volontario dell´esercito israeliano nella guerra di indipendenza del 1948.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Citazione: Fabio Volo: By heart</title>
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<updated>2010-03-17T08:50:45+01:00</updated>
<published>2010-03-17T08:45:00+01:00</published>
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<summary>      Da Il Giorno in più di Fabio Volo        &amp;nbsp;        «A me, per...</summary>
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&lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal;&quot; class=&quot;Style1&quot;&gt;&lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;&lt;img width=&quot;133&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/_gqPjaAlSLo0/ScvtI68x5sI/AAAAAAAAAFQ/0m8AM7niIiA/s400/fabio+volo.jpg&quot; height=&quot;205&quot; style=&quot;float: left;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Da Il Giorno in più di Fabio Volo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal;&quot; class=&quot;Style1&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal;&quot; class=&quot;Style1&quot;&gt;&lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;«A me, per esempio, piace conoscere una persona a memoria.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal;&quot; class=&quot;Style2&quot;&gt;&lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;«Come ti piace conoscere una persona a memoria? E la routine? La monotonia? Che cos'hanno di bello?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal;&quot; class=&quot;Style2&quot;&gt;&lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;«No, non parlo di routine o monotonia, ma di sapere a memoria una persona. Non so come spiegartelo, è come quando studi le poesie a scuola, in quel senso intendo a memoria.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;&quot; class=&quot;Style1&quot;&gt;&lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;«Questa non l'ho capita.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal;&quot; class=&quot;Style2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;«Ma sì, dài, come una poesia. Sai come si dice in inglese studiare a memoria?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';&quot;&gt;By heart,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;col cuore&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;.»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; mso-layout-grid-align: auto;&quot; class=&quot;Style3&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family: 'Bookman Old Style';&quot;&gt;«Anche in francese si dice par&lt;/span&gt; &lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;coeur...»&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal;&quot; class=&quot;Style2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;«Ecco, in questo senso intendo. Conoscere una persona&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';&quot;&gt;by heart, a&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;memoria, significa, come quando ripeti una poesia, prendere anche un po' di quel ritmo che le appartiene. Una poesia, come una persona, ha dei tempi suoi. Per cui conoscere una persona a memoria significa &lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;sincronizzare i battiti del proprio cuore&lt;/b&gt; con i suoi, farsi penetrare dal suo ritmo. Ecco, questo mi piace. Mi piace stare con una persona intimamente perché vuol dire &lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;correre il rischio di diventare leggermente diversi da se stessi&lt;/b&gt;. Alterarsi un po'. Perché non è essere se stessi che mi affascina in un rapporto a due, ma avere il coraggio di &lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;essere anche altro da sé&lt;/b&gt;. Che poi è quel te stesso che non conoscerai mai. A me piace amare una persona e conoscerla a memoria come una poesia, perché come una poesia non la si può comprendere mai fino in fondo. Infatti ho capito che amando non conoscerai altro che te stesso. Il massimo che puoi capire dell'altro è il massimo che puoi capire di te stesso. Per questo entrare intimamente in relazione con una persona è importante, perché diventa un viaggio conoscitivo esistenziale. Quello che dice la tua amica Silvia delle porte da aprire... Capisci?»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal;&quot; class=&quot;Style2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 0cm; line-height: normal;&quot; class=&quot;Style2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;CharacterStyle1&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt; color: black; font-family: &amp;quot;Maiandra GD&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-size: 12.0pt; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Fabio Volo parla di conoscere qualcuno by heart significa prendere un po’ del suo ritmo. La danza di Dio è la vita, la morte vinta per sempre, è gioia, è amore, è tutto quello che colora i nostri occhi, è amicizia, è scoperta dell’altro, è capire che posso diventare dono solo quando mi scopro dono, è capire che vivrò l’amore solo quando inizierò ad amare.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Il ritorno del Figliol Prodigo (Rembrandt)</title>
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<updated>2010-03-16T08:25:37+01:00</updated>
<published>2010-03-16T08:25:37+01:00</published>
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<summary>   ©HM Nº 128 Gennaio-Febbraio 2006...</summary>
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&lt;h2&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;img width=&quot;175&quot; src=&quot;http://www.mcicolonia.de/rembrandt_il_figliol_prodigo.jpg&quot; height=&quot;210&quot; style=&quot;float: left;&quot; /&gt;©HM Nº 128 Gennaio-Febbraio 2006 &lt;a href=&quot;http://www.focolaredellamadre.org/rivista/numeri-antecedenti/46-128/224-figliolprodigo&quot;&gt;http://www.focolaredellamadre.org/rivista/numeri-antecedenti/46-128/224-figliolprodigo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;Il quadro del &lt;strong&gt;Figliol Prodigo&lt;/strong&gt; venne dipinto da &lt;strong&gt;Rembrandt&lt;/strong&gt; negli ultimi anni della sua vita, che furono difficili e molto tormentati. Il quadro non terminato su &lt;strong&gt;Simeone e il Bambino Gesù&lt;/strong&gt; e quello del Figliol Prodigo mostrano due aspetti molto collegati a questa fase della vita del pittore: &lt;strong&gt;la sua cecità fisica e una profonda visione interiore.&lt;/strong&gt; Nei due quadri si intravede una luce interiore che si rivela in una tenera bellezza. Questa luce interiore rimase nascosta per molto tempo agli occhi dell’artista. Con il passare degli anni e &lt;strong&gt;dopo molta sofferenza Rembrandt scoprì quella luce dentro di sé.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Il giovane Rembrandt fu per molti anni pieno di orgoglio. Viaggiava in paesi lontani e sperperava la sua fortuna in piaceri di ogni genere. &lt;strong&gt;In quel periodo Rembrandt aveva molte caratteristiche in comune con il figliol prodigo: arroganza, ribellione e sensualità.&lt;/strong&gt; Il breve periodo di successo, fama e ricchezza che sperimentò fu seguito da un periodo di sofferenze, di disgrazie e di fallimenti.&lt;/p&gt;
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<title>Mancuso e la macchina del tempo</title>
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<updated>2010-03-13T15:53:13+01:00</updated>
<published>2010-03-13T15:53:13+01:00</published>
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<summary>  di Sandro Magister 19.2.10...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/_ErWXw0hT8PI/SvaMl3vgW-I/AAAAAAAABJE/DoJgE4f8haQ/s200/Mancuso+Vito.jpg&quot; style=&quot;float: left;&quot; /&gt;di Sandro Magister 19.2.10&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/02/19/vito-mancuso-un-modernista-pieno-di-ragnatele/&quot;&gt;http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/02/19/vito-mancuso-un-modernista-pieno-di-ragnatele/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sull’ultimo numero de “&lt;a href=&quot;http://www.laciviltacattolica.it/it/quaderni/articolo/2242/%C2%ABla-vita-autentica%C2%BB-di-v-mancuso/&quot;&gt;&lt;strong&gt;La Civiltà Cattolica&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;“, con l’imprimatur delle autorità vaticane, il teologo gesuita Giovanni Cucci stronca l’ultimo libro di &lt;a href=&quot;http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1336997&quot;&gt;&lt;strong&gt;Vito Mancuso&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, “La vita autentica”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Verso la fine della recensione, padre Cucci scrive:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;“Mettendo a confronto le varie parti del libro, il meno che si possa dire è che la conduzione del discorso risulta molto ambigua ed equivoca, per non dire contraddittoria. In fin dei conti, per Mancuso, Dio è necessario o no ai fini del discorso sull’autenticità? Le risposte che giungono dal libro non consentono di stabilirlo, poiché si afferma in una pagina quanto viene negato alla pagina successiva.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;“La prospettiva di un orizzonte impersonale non risulta soltanto&amp;nbsp; insostenibile in sede filosofica. Resterebbe da chiedersi come Mancuso, escludendo dal suo discorso la possibilità di Dio, possa ancora presentarsi come un teologo cristiano, e su che cosa verta a questo punto l’indagine della sua disciplina, ammesso che le parole conservino ancora un senso”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;*&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Intanto, però, la carovana di Mancuso gira per l’Italia, al traino di quell’astuto imprenditore culturale che è Corrado Augias.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mercoledì 17 febbraio il “teologo” ha fatto tappa a Firenze. Dove ha incrociato la penna affilata di Pietro De Marco, che l’indomani, sull’inserto fiorentino del “Corriere della Sera”, l’ha sistemato così:&lt;/p&gt;
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<title>Cineweek-end. Tra Ozpetek e l’Iran delle donne</title>
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<updated>2010-03-12T12:54:21+01:00</updated>
<published>2010-03-12T12:54:21+01:00</published>
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<summary>  Da Shrin Neshat la denuncia di una società maschilista, in «Mine vaganti»...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;em&gt;Da Shrin Neshat la denuncia di una società maschilista, in «Mine vaganti» la riscoperta del senso della vera famiglia.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://cinema.ilsole24ore.com/bancadati/images_locandine/52152/donne_senza_uomini.jpg&quot; style=&quot;float: left;&quot; /&gt;Alessandra De Luca&lt;/strong&gt; Avvenire 12.3.10&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;A&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;ll’ultimo Festival di Venezia ha vinto il Leone d’Argento è ha portato sul tappeto rosso la Green Revolution iraniana. Opera prima della video arti­sta Shrin Neshat,&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&lt;b&gt;Donne sen­za uomini ,&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;tratto da un ro­manzo della scrittrice Shahr­nush Parsipur, osteggiata dal regime, racconta un altro mo­mento cruciale della storia i-&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;raniana, quello del colpo di stato del 1953 che con il so­stegno della Cia riportò al po­tere lo Scià. Il film, che mette a fuoco la storia di quattro donne costrette a subire la violenza maschile, non è la ri­costruzione precisa di un fat­to storico, ma attraverso im­magini suggestivamente sim­boliche, non sempre narrati­vamente coerenti, offre un’importante riflessione sul conflitto tra occidente e mon­do musulmano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;Assai delu­dente invece&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&lt;b&gt;Chloe&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;di Atom Egoyan che rifà il francese Nathalie e ripropone torbide ossessioni tanto banali quan­to di maniera. Una bella e a­giata cinquantenne sospetta&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;di tradimento il marito pro­fessore e paga una prostituta perché metta alla prova l’uo­mo seducendolo. Ma il gioco si fa pericoloso imboccando, tra segreti e bugie, strade im­previste e inverosimili.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Il Sud del mondo torna con 2 Oscar</title>
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<updated>2010-03-12T12:50:43+01:00</updated>
<published>2010-03-12T12:50:43+01:00</published>
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<summary> &amp;nbsp; Al via il 20° Festival del cinema d’Africa, Asia e America latina con...</summary>
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&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;em&gt;Al via il 20° Festival del cinema d’Africa, Asia e America latina con l’anteprima italiana di «Precious». Un focus sul Mondiale sudafricano&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.nypost.com/rw/nypost/2009/10/04/entertainment/photos_stories/cropped/057_gabourey_sibide--300x300.jpg&quot; style=&quot;float: left;&quot; /&gt;DI &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&lt;b&gt;ALESSANDRA DE LUCA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;Avvenire 12.3.10&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;E&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;ra candidato a sei Oscar, ha vinto quello per la miglior at­trice non protagonista (Mo’ni­que) e quello per la sceneggiatura non originale, ma in Italia non si sa ancora quando uscirà anche se la Fandango ne ha acquistato i diritti per la distribuzione nelle sale. Ba­sato sul romanzo di Sapphire e di­retto dall’afroamericano Lee Da­niels,&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Precious,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;span class=&quot;abody&quot;&gt;applaudito allo scor­so Festival di Cannes, aprirà lunedì 15 marzo il 20° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina che si terrà a Milano fino al 21 di­retto da Annamaria Gallone e Ales­sandra Speciale e organizzato dal Coe - Centro orientamento educa­tivo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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