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<title>Letto, visto...</title>
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<subtitle>e sentito (dire): recensioni varie attorno al mondo cattolico</subtitle>
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<title>Cannes s'impegna sulla riconciliazione</title>
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<summary>     Alessandra De Luca Avvenire 18.5.12  &amp;nbsp;  «Un film sulla...</summary>
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&lt;div class=&quot;article-signature&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.avvenire.it/Spettacoli/Pagine/cannes-riconciliazione.aspx&quot;&gt;&lt;img style=&quot;border: 0px solid;&quot; src=&quot;http://www.avvenire.it/PublishingImages/65th%20Cannes90.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Alessandra De Luca Avvenire 18.5.12&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;article-signature&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;article-signature&quot;&gt;«Un film sulla riconciliazione. La riconciliazione tra uomini e donne, padri e figli, fratelli e sorelle, esseri umani e animali». Con queste parole Matthias Schoenaerts spiega il senso del film di cui è protagonista insieme a Marion Cotillard (star francese e internazionale), &lt;em&gt;De rouille et d’os&lt;/em&gt;, diretto da Jacques Audiard e primo dei film francesi in competizione qui a Cannes. Ambientato sull’assolata costa francese il film è la storia cruda e brutale, ma mai morbosa, di un amore nato in seguito a una tragedia. Ali si ritrova improvvisamente senza casa e senza lavoro, con un figlio di cinque anni che forse conosce appena. Rifugiatosi dalla sorella, l’uomo trova lavoro come buttafuori in un night club. Ed è proprio qui che presta soccorso a Stephanie, bella e terribilmente sicura di sé. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stephanie addestra le orche di un parco acquatico e un giorno, durante uno show, accade l’impensabile. Un’orca salta dove non dovrebbe e le si ritrova in ospedale senza più le sue belle gambe. Seguiranno mesi di depressione, nel buio di un appartamento su una sedia a rotelle. Fino a quando Ali non ricompare nella sua vita. La loro non sarà però una convenzionale e romantica storia d’amore: Ali, che ha cominciato a sbarcare il lunario combattendo a mani nude, non è esattamente un gentiluomo e Stephanie è un continuo shock con i suoi moncherini, creati da tecnologie digitali ormai alla portata di qualunque regista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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<title>Cannes apre fra adolescenti e star</title>
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<summary>      Alessandra De Luca   17 maggio 2012  Avvenire   &amp;nbsp;   Non...</summary>
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&lt;div class=&quot;date-line&quot;&gt;&lt;div class=&quot;article-signature&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.avvenire.it/Spettacoli/Pagine/cannes-apre-fra-adolescenti-e-star.aspx&quot;&gt;&lt;img style=&quot;border: 0px solid;&quot; src=&quot;http://www.avvenire.it/PublishingImages/cannes190.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Alessandra De Luca&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;span id=&quot;ctl00_PlaceHolderMain_ctl00_lblFormatDate_anonymous&quot;&gt;17 maggio 2012&lt;/span&gt; Avvenire&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;date-line&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;date-line&quot;&gt;&lt;span&gt;Non capita spesso che sugli schermi di Cannes si affaccino film per famiglie, storie raccontate ad altezza bambino e impregnate di una sensibilità tutta infantile. Sorprende allora che ad aprire il festival quest’anno sia una pellicola che potrebbero vedere anche i giovanissimi, ovvero &lt;em&gt;Moonrise Kingdom&lt;/em&gt; di Wes Anderson, storia d’amore tra due dodicenni protagonisti di un’indimenticabile avventura su un’isola della costa del New England nella magica estate del 1965.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’accordo, le famiglie di Anderson non sono mai troppo convenzionali (basti pensare ai Tenenbaum, protagonisti del film che lo ha lanciato). Sam, efficiente boy scout, è un orfano, ed è stato appena rifiutato dai suoi nuovi genitori adottivi. Suzy, ostile e inquieta, invece è la pecora nera di casa, dove si sente una specie di aliena. I due si conoscono, si innamorano, stringono un patto e fuggono insieme, mentre sulle loro tracce si lanciano polizia, familiari, compagni e feroci assistenti sociali. Come nei film precedenti, il regista, che ha scritto il film insieme a Roman Coppola, crea un mondo sospeso tra realtà e fantasia, quasi fiabesco, popolato da personaggi surreali e stralunati, portatori sani di una svagata follia che li rende capaci di azioni imprevedibili e bizzarre. A questo si aggiunge l’atmosfera pop e vintage degli anni Sessanta che rimanda a sapori e colori di un paese ancora innocente. E se da una parte il regista scova due giovanissimi interpreti che sembrano nati proprio in quel mondo, dall’altra le star del film sembrano giocare con certi stereotipi delle rispettive carriere trasformandosi quasi in personaggi da fumetto. Così Bruce Willis, sempre duro a morire nei film di azione, qui interpreta ancora una volta un poliziotto, ma dal cuore d’oro e pronto a prendersi cura dell’orfano. Bill Murray e Frances McDormand sono i due sgangherati genitori della fuggiasca, Edward Norton uno zelante capo scout e Tilda Swinton un’assistente sociale che mette i brividi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;date-line&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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<title>Un romanzo su &quot;Maria e i fratelli&quot;</title>
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<summary>   Carlo Alianello racconta la grandezza di Maria e Giuseppe     di...</summary>
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&lt;h6&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;img id=&quot;il_fi&quot; style=&quot;padding-bottom: 8px; padding-right: 8px; float: left; padding-top: 8px;&quot; src=&quot;http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/b/b2/Carlo_Alianello_2.jpg/250px-Carlo_Alianello_2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;250&quot; height=&quot;170&quot; /&gt;Carlo Alianello racconta la grandezza di Maria e Giuseppe&lt;/span&gt;&lt;/h6&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;di Gianandrea de Antonellis,&amp;nbsp;&lt;/em&gt;12 maggio 2012 (&lt;a href=&quot;http://www.zenit.org/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #2e4b9b; font-size: x-small;&quot;&gt;ZENIT.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lo scrittore romano, ma di origini lucane, Carlo Alianello (1901-1981) è famoso soprattutto per la trilogia “borbonica” (&lt;em&gt;L’alfiere&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;L’eredità&lt;/em&gt; &lt;em&gt;della&lt;/em&gt; &lt;em&gt;priora&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Soldati del Re&lt;/em&gt;), ma merita di essere ricordato per i suoi romanzi di carattere religioso (&lt;em&gt;Il mago deluso&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Maria e i fratelli&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Nascita di Eva&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Soprattutto in &lt;em&gt;Maria e i fratelli &lt;/em&gt;(1955) si esprime appieno la sua spiritualità profondamente mariana, con la riproposizione della storia di Gesù Cristo letta attraverso gli occhi di Sua Madre.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fin dall’inizio l’autore mette l’accento sulla regalità della ascendenza di Gesù, sottolineando come sia Giuseppe che Maria provengano dalla stirpe di Davide. La nobiltà della Madonna, inoltre, si esprime attraverso il suo dignitoso comportamento, il suo distacco dai beni materiali (non così superiore si dimostra, invece, suo zio Alfeo, che pure fa di tutto per organizzare il matrimonio con Giuseppe, anch’egli del tutto distaccato).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Toccante è la descrizione della nascita del Bambino nella mangiatoia di Betlemme:&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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<title>INFORMAZIONE RELIGIOSA: capire i processi, non ricercare gli scoop</title>
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<updated>2012-05-13T12:36:06+02:00</updated>
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<summary> 10 maggio 2012  Raniero La Valle,  http://www.viandanti.org/?p=2178   ...</summary>
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&lt;p&gt;10 maggio 2012 &lt;em&gt;Raniero La Valle, &lt;a href=&quot;http://www.viandanti.org/?p=2178&quot;&gt;http://www.viandanti.org/?p=2178&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.viandanti.org/wp-content/uploads/2012/04/bodoni-punzoni-BIS.jpg&quot;&gt;&lt;img class=&quot;alignleft size-thumbnail wp-image-2092&quot; style=&quot;float: left;&quot; title=&quot;Giambattista Bodoni (1740-1813). Punzoni di caratteri. Parma, Museo Bodoni&quot; src=&quot;http://www.viandanti.org/wp-content/uploads/2012/04/bodoni-punzoni-BIS-150x150.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;150&quot; height=&quot;150&quot; /&gt;&lt;/a&gt;C’è un documento giustamente dimenticato del Concilio che si intitola &lt;em&gt;Inter mirifica&lt;/em&gt; ed è dedicato agli “strumenti di comunicazione sociale”, cioè, nell’esemplificazione dei vescovi, la stampa, il cinema, la radio, la televisione e simili. Giustamente dimenticato, perché è un documento mediocre, ed è indicativo di ciò che il Concilio sarebbe stato se non avesse messo nelle vele il vento dello Spirito.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Quando il decreto “&lt;em&gt;Inter mirifica&lt;/em&gt;” fu discusso dai Padri il Vaticano II era ancora in rodaggio, e non aveva ancora preso coscienza della sua vocazione. Di fatto il documento sui “&lt;em&gt;media&lt;/em&gt;” da un lato riproponeva i consueti temi ecclesiastici sulla “buona stampa”, dall’altro volevaannoverare tra i mezzi di apostolato che la Chiesa avrebbe “il diritto innato di usare e possedere” anche i nuovi strumenti, ignoti alle vecchie encicliche, come la televisione “e simili”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff;&quot;&gt;Formare una “retta” opinione pubblica&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
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<title>IL FILM «ISOLE». «Il mio prete coraggio lotta contro l’emarginazione»</title>
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<summary>    La pellicola di Stefano Chiantini, applaudita al Festival di Toronto,...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;float: left;&quot; title=&quot;&amp;quot;Isole&amp;quot;: Asia Argento tra ferite e amore Il film al cinema e gratis su Repubblica.it&quot; src=&quot;http://www.repubblica.it/images/2012/04/26/114158978-8896db17-68cc-439a-8eac-2993c268d631.jpg&quot; alt=&quot;&amp;quot;Isole&amp;quot;: Asia Argento tra ferite e amore Il film al cinema e gratis su Repubblica.it&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;284&quot; /&gt;&lt;a href=&quot;http://admin.blog.virgilio.it/admin/posts/La%20storia%20ha%20un%20suo%20fascino%20rude.%20Come%20le%20pietre%20delle%20isole%20di%20San%20Nicola%20e%20San%20Domino,%20dell’arcipelago%20delle%20Tremiti,%20sulle%20quali%20pochi%20personaggi%20svelano,%20nello%20scorrere%20uguale%20dei%20giorni,%20le%20loro%20paure,%20debolezze%20e%20virtù.%20Isole%20–%20questo%20il%20titolo%20del%20film%20–%20sono%20anche%20loro,%20come%20spiega%20Stefano%20Chiantini,%20regista%20che,%20assecondando%20un%20rigoroso%20stile%20personale,%20dimostra%20anche%20un%20raro%20impegno%20morale.%20&quot;&gt;&lt;strong&gt;La pellicola di Stefano Chiantini, applaudita al Festival di Toronto, esce nelle sale l'11 maggio e cinque giorni dopo sarà visibile, gratuitamente e integralmente, sul sito di Repubblica.&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La storia ha un suo fascino rude. Come le pietre delle isole di San Nicola e San Domino, dell’arcipelago delle Tremiti, sulle quali pochi personaggi svelano, nello scorrere uguale dei giorni, le loro paure, debolezze e virtù. &lt;em&gt;Isole&lt;/em&gt; – questo il titolo del film – sono anche loro, come spiega Stefano Chiantini, regista che, assecondando un rigoroso stile personale, dimostra anche un raro impegno morale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confessa che questa similitudine lo ha affascinato: «Mi piaceva creare questo parallelo fra isole dal punto di vista umano e isole geografiche. I personaggi principali sono tre soltanto, tre storie personali che acquistano senso e importanza nel momento in cui entrano in rapporto tra loro per trovare una collocazione in un mondo disorientato. Sono soli: Ivan – l’attore ceco Ivan Franek – perché straniero e non accettato dalla società; Martina – Asia Argento – considerata borderline per vicende personali che ignoriamo e che l’hanno portata a non parlare più, perché gli altri non sanno ascoltarla; don Enzo – Giorgio Colangeli, di grande intensità – reso aspro dal tempo che è passato, dalla vita e dalla malattia. Sono un vasto spettro di umanità e di solitudine che si riflette nel mare». &lt;/p&gt;
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<title>Alla ricerca della felicità. Meditazioni per i giovani del Cardinale Christoph Schönborn</title>
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<summary>  5 maggio 2012 (  ZENIT.org  ).- Riportiamo di seguito l’introduzione al...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;img id=&quot;il_fi&quot; style=&quot;padding-bottom: 8px; padding-right: 8px; float: left; padding-top: 8px;&quot; src=&quot;http://www.libreriacoletti.it/prdimages/medium/9788/9788870947883.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;124&quot; height=&quot;206&quot; /&gt;5 maggio 2012 (&lt;a href=&quot;http://www.zenit.org/&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #2e4b9b;&quot;&gt;ZENIT.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;).- Riportiamo di seguito l’introduzione al libro “Sulla felicità. Meditazioni per i giovani” appena pubblicato dalle Edizioni Studio Domenicano, Bologna.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;***&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;del Cardinale Christoph Schönborn*&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tutti gli uomini desiderano essere felici. Il desiderio di felicità non va appreso, è “innato”. E difficilmente lo si dimentica. Non ci rassegniamo mai, infatti, ad essere infelici. La fede cristiana, il cammino cristiano, la sequela di Gesù vogliono essere un’indicazione di cammino verso la felicità. In ciò risiede il loro fascino, e da ciò dipende la loro credibilità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I testi raccolti nel libro “Sulla felicità Meditazioni per i giovani” (Edizioni Studio Domenicano, Bologna), scritti in occasione dei più diversi avvenimenti, ruotano tutti, ciascuno a modo proprio, attorno al tema centrale della felicità, di una vita riuscita.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Essi documentano anche la nostra ricerca e il nostro desiderio di quella felicità che Dio ha promesso, e di cui così spesso possiamo farci un’idea solo nell’esperienza opposta del dolore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La prima parte si occupa in modo esplicito della tendenza dell’uomo alla felicità e delle sue piccole e grandi esperienze di felicità. Nell’amicizia Tommaso d’Aquino vede la forma in cui si esprime l’amore che rende felici. L’amicizia con Dio è possibile ed è essa la più grande felicità che si possa immaginare, ma spesso è ancora così lontana.&lt;/p&gt;
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<title>Il Vaticano alle Olimpiadi</title>
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<published>2012-05-09T21:26:00+02:00</published>
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<summary>   http://gaetanovallini.blogspot.it/   L’immaginaria partecipazione del...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;float: left;&quot; src=&quot;http://3.bp.blogspot.com/-5lDdLZFCyc8/T6pWTdvjZcI/AAAAAAAABWo/Fey9-UvE0lk/s400/Manifestodefinitivo_100metridalParadiso.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;142&quot; height=&quot;201&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;a href=&quot;http://gaetanovallini.blogspot.it/&quot;&gt;http://gaetanovallini.blogspot.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L’immaginaria partecipazione del Vaticano ai prossimi giochi olimpici di Londra nel film «100 metri dal Paradiso» in programmazione nelle sale italiane da venerdì&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Altro che Clericus Cup&lt;/p&gt;&lt;p&gt;di Gaetano Vallini&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per avere successo bisogna parlare male del Vaticano. Sembra infatti assodato che per ottenere un riscontro di pubblico in un’opera di fantasia — ma anche nei media — non si possa trattare delle cose d’Oltretevere senza dover tirare in ballo oscuri misteri, trame sotterranee, segreti inenarrabili. Senza, insomma, dover ricorrere allo scandalo, al pruriginoso, o comunque all’ipotesi sensazionalistica. Eppure è possibile trattare l’argomento con un altro sguardo, libero da preconcetti, da strumentali stereotipi, da volontà denigratoria a tutti i costi, e cogliere comunque nel segno: ovvero attirare l’attenzione dello spettatore e divertirlo senza ferire alcuna sensibilità. Lo dimostra 100 metri dal Paradiso che infatti parla del Vaticano in modo leggero, senza rinunciare al gusto della battuta salace al limite del dissacrante, ma sempre con rispetto.&lt;/p&gt;
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<title>La tela di De André</title>
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<summary>    Avvenire,   8 maggio 2012  Luigi Ciotti     Fabrizio De André ha...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/la-tela-di-de-andre.aspx&quot;&gt;&lt;img style=&quot;border: 0px solid currentColor; float: left;&quot; src=&quot;http://www.avvenire.it/PublishingImages/DE-ANDRE.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Avvenire, &lt;span&gt;&lt;span id=&quot;ctl00_PlaceHolderMain_ctl00_lblFormatDate_anonymous&quot;&gt;8 maggio 2012&lt;/span&gt; Luigi Ciotti &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Fabrizio De André ha cantato tutta la vita per creare dei ponti, ha cantato la vita, la vita delle persone, ponendoci delle domande, degli interrogativi. Per abbattere le barriere, i pregiudizi. Per costruire un ponte fra gli inclusi e gli esclusi, tra chi sta dentro e chi sta fuori. Perché solo nella relazione si costruisce la speranza. Solo mettendosi in gioco. Pensiamo alle nostre iniziative di Libera realizzate sui terreni confiscati alle mafie. Chi l’avrebbe detto, solo qualche anno fa, che quelle terre in mano alla violenza criminale sarebbero ritornate terre di tutti, terre che danno lavoro e dignità a tanti giovani, terre coltivate a futuro? Impegno e speranza, impegno è speranza... E «dal letame nascono i fior».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabrizio De André ha cantato per costruire quel ponte tra noi, ci ha aiutato a entrare nella storia delle persone, a togliere le etichette e i pregiudizi, a far emergere il positivo. Ma ci ha aiutato anche a essere attenti, a cogliere il male nelle sue forme più ambigue, quando si presenta mascherato, dove meno te lo aspetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cosa comunque deve essere chiara: no alla solidarietà senza giustizia. Non basta l’accoglienza, la solidarietà, se a monte non sono garantiti i diritti, l’uguaglianza sociale. Ma è vero anche l’inverso, e Fabrizio l’ha tradotto infinite volte con stupende parole: no alla giustizia senza solidarietà, senza umanità. Tu devi rispondere delle cose che fai, però non si perda mai la prossimità, il «faccia a faccia» con le persone, l’attenzione e la speranza del cambiamento.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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<title>La letteratura e l'Assoluto: Le donne di Harumi Setouchi, monaca scrittrice</title>
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<updated>2012-05-07T20:52:06+02:00</updated>
<published>2012-05-07T20:52:06+02:00</published>
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<summary>  Alla scoperta dell'autrice nipponica, premiata in patria con il Premio...</summary>
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&lt;p&gt;&lt;img id=&quot;il_fi&quot; style=&quot;padding-top: 8px; padding-right: 8px; padding-bottom: 8px; float: left;&quot; src=&quot;http://www.neripozza.it/_files/autori/foto/SETOUCHI_Harumi.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;240&quot; height=&quot;240&quot; /&gt;Alla scoperta dell'autrice nipponica, premiata in patria con il Premio Tanizaki (1992) e in Italia con il Nonino (2006), celebre per aver tradotto dal giapponese antico al moderno “La storia di Genji”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;autore_news&quot;&gt;di Paolo Pegoraro, &lt;a href=&quot;http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=8507&quot;&gt;http://www.romasette.it/modules/news/article.php?storyid=8507&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che donna, Harumi Setouchi. La singolare scrittrice giapponese&lt;/strong&gt; – divenuta monaca buddhista con il nome di “Jakucho” – nonostante gli 89 anni si è presentata poche ore fa davanti alla sede del ministero dell’Industria di Tokyo per domandare la definitiva chiusura della centrale nucleare di Oi. Pronta a protestare con lo sciopero della fame. «Non posso lasciare il Giappone nelle condizioni di oggi alla nuova generazione», ha spiegato la monaca-scrittrice, aggiungendo di non aver mai visto il suo Paese in condizioni peggiori nella sua lunga vita.&lt;/p&gt;
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<title>IL CASO/ Vi racconto la storia di Gianna, sopravvissuta all'aborto, e quell'amore per la vita</title>
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<published>2012-05-06T18:26:20+02:00</published>
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&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/4/18/IL-CASO-Vi-racconto-la-storia-di-Gianna-sopravvissuta-all-aborto-e-quell-amore-per-la-vita/269115/&quot;&gt;http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/4/18/IL-CASO-Vi-racconto-la-storia-di-Gianna-sopravvissuta-all-aborto-e-quell-amore-per-la-vita/269115/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img id=&quot;ctl00_ContentBox_ArticleImg&quot; class=&quot;fl&quot; style=&quot;border: 3px solid #d7d5d0; width: 285px; height: 190px; float: left;&quot; title=&quot;IL CASO/ Vi racconto la storia di Gianna, sopravvissuta all'aborto, e quell'amore per la vita&quot; src=&quot;http://www.ilsussidiario.net/img/WEB2/octoberbaby_r400.jpg&quot; alt=&quot;IL CASO/ Vi racconto la storia di Gianna, sopravvissuta all'aborto, e quell'amore per la vita&quot; /&gt;«Avevamo sentito parlare Gianna ed eravamo stati presi dalla sua storia. Non avevamo mai pensato che potessero esserci dei sopravissuti all’aborto. Ci è apparso necessario affrontare l’argomento da un punto di vista umano e non politico. Abbiamo deciso che sarebbe stato un contesto potente per questa storia d’amore». A parlare a &lt;em&gt;IlSussidiario.net &lt;/em&gt;è Andrew Erwin, che insieme al fratello Jon ha diretto il film uscito recentemente nelle sale cinematografiche “October Baby”, che nel primo weekend ha già fatto registrare una notevole risposta di pubblico. La pellicola racconta la storia di Hannah, ragazza diciannovenne che, dopo aver scoperto di essere stata adottata, parte alla ricerca di quella donna che, in un lontano giorno di ottobre, ha cercato di mettere fine alla gravidanza. I due registi hanno anche fatto sapere che devolveranno il dieci per cento dei profitti alla loro “charity” Every Life Is Beautiful a favore dell’adozione e dei centri di aiuto alla vita.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Erwin, è vero che è stato difficile trovare a Hollywood un distributore per il film, forse perché parlava dell’aborto?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
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