Scienza e fede (Gianfranco Ravasi)

Il Papa, infatti, citando la Gaudium et spes (n. 7), ricordava: “Anche la vita religiosa è sotto l’influsso delle nuove situazioni (…) un più acuto senso critico la purifica da ogni concezione magica del mondo e dalle sopravvivenze superstiziose”. Ancor più sintetico ed esplicito il famoso scienziato Max Planck che nel suo saggio sulla Conoscenza del mondo fisico (1906) affermava … Continua a leggere

Esiste un Creatore? Dialogo Fede e Scienza

http://kattolika.myblog.it/ – Le meraviglie del nostro universo sono una coincidenza cosmica o il risultato di un disegno divino? Per secoli, la religione e la scienza sono state acerrime nemiche. Oggi, la scienza cerca attivamente un creatore. Esiste una logica che regge il mondo dalle sue strutture più piccole fino ai confini del cosmo. Tutto ciò che esiste obbedisce ad una … Continua a leggere

Big Bang e Bibbia: la teoria del “Big Bang” contraddice la Bibbia?

Albert Einstein rimase così affascinato da questa esposizione che giunse persino ad affermare che: “Chiunque non sia in grado, davanti all’immensità e allo splendore dell’universo, di provare nel più profondo della propria anima un sentimento di ammirazione nei confronti dell’Essere Superiore, autore di tutto questo, non è degno di essere definito Essere Umano”.   Dal momento in cui padre Lemaître … Continua a leggere

Perché c’è il mondo invece che niente? Può venire qualcosa dal nulla?

La seconda legge della termodinamica dice che nel mondo, l’entropia, il disordine, tende sempre ad aumentare: qualsiasi cosa succeda nell’universo si dissipa energia. Il nulla, in base a questa legge, è la massima entropia, il massimo del disordine perché non c’è più nulla da dissipare. Ma se la tendenza è verso l’entropia e quindi il nulla, come ha fatto il … Continua a leggere

La “particella di Dio” e la “teoria del tutto”

Tale particella “nasce” nell’ambito di una teoria elaborata dai fisici, detta “Modello Standard”, al fine di descrivere sia la materia che le forze dell’Universo. La bellezza di tale teoria è nella capacità di descrivere tutta la materia sulla base di relativamente poche particelle e interazioni fondamentali . In poche righe è difficile descrivere completamente lo “zoo” delle particelle al completo, dopo … Continua a leggere

Evoluzione. Anche il caso è figlio di Dio

Quando ascoltate un pezzo musicale (suonato con la chitarra), tutto quello che sentite viene dalla vibrazione delle corde. Ma quello che sentite viene anche dal musicista che interpreta il pezzo… In quello che sentite viene tutto dallo strumento e viene tutto dal musicista. Il 100% dall’uno e il 100% dall’altro. Nell’atto creatore agisce Dio (come il musicista): fa tutto. Però … Continua a leggere

Cercando il “neurone di Dio”

Perché per alcuni – non sempre, non tutti – la scienza non è un metodo, ma un giudice al quale si deve chiedere di «dimostrare» vuoi la illusorietà vuoi la solidità dell’atto religioso. Sia chi crede di provare che l’idea Dio è una mera funzione interna al pensare sia chi pensa che proprio l’esistenza di funzionalità «spirituali» nel cervello dovrebbe … Continua a leggere

Il fondamentalista non riluttante

“Dalla mia coerenza. E dai miei studi. Sono stato allievo di Augusto Del Noce e Armando Saitta. Ho insegnato come associato all’Università di Cassino. Oggi ho un incarico alla Nuova Università Europea dove insegno storia moderna e storia del cristianesimo. Purtroppo sono spesso dipinto in maniera caricaturale”. Lei è vicepresidente del Cnr, un grande ente scientifico, diciamo il corrispettivo del … Continua a leggere

Ma il cosmo ha una legge superiore?

Ricostruire la storia dell’universo e della vita sulla terra rappresenta una delle più affascinanti imprese per la mente dell’uomo. Non è solo per appagare la curiosità di sapere, ma per gli interrogativi che sorgono sul senso della esistenza. Si è cercato di farlo fin dall’antichità con i racconti di carattere mitologico. Oggi la scienza può dire qualcosa in base allo … Continua a leggere

L’evoluzione della vita sulla Terra

Questo modo di vedere ammette però qualche principio finalistico, sia pure intrinseco alla natura. La relazione tra struttura e funzione, i programmi genetici che si formano e regolano lo sviluppo dell’embrione rispondono a un principio finalistico. Monod non lo negava, ma preferiva parlare di teleonomia. Ayala utilizza il termine di teleologia interna, connessa con la natura. Entrambi escludono qualunque intenzionalità … Continua a leggere