08/11/2010

LETTO: Io sono Dio (6)

Di Faletti Giorgio, thriller, IT. 2009, p.523, B.C.Dalai editore

Non c'è morbosità apparente dietro le azioni del serial killer che tiene in scacco la città di New York. Non sceglie le vittime seguendo complicati percorsi mentali. Non le guarda negli occhi a una a una mentre muoiono, anche perché non avrebbe abbastanza occhi per farlo. Una giovane detective che nasconde i propri drammi personali dietro a una solida immagine e un fotoreporter con un passato discutibile da farsi perdonare sono l'unica speranza di poter fermare uno psicopatico che nemmeno rivendica le proprie azioni. Un uomo che sta compiendo una vendetta terribile per un dolore che affonda le radici in una delle più grandi tragedie americane. Un uomo che dice di essere dio.

Media Voto: 3.01 / 5 Letto: 6 (2/5): accattivante e insieme irritante nella logorroica e posticcia ricerca di raffinatezza. Ci sono momenti interessanti, ma sono pochi per le 500 e passa pagine di un thriller in stile americano che sa di già letto. 

 

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23/10/2010

LETTO: Lettere a un amico sulla vita spirituale (6,5)

di Bianchi Enzo, saggio (epistolare) di spiritualità, Qiqajon 2010, 160 p., 10 euro

Come pregare? Cosa fare quando il dubbio e la stanchezza rallentano il cammino? Come abitare il silenzio? Cos'è l'umiltà? Come vivere la notte della fede? Molte sono le domande che nascono in un "cercatore di Dio": queste lettere rispondono con dolcezza e pedagogia agli interrogativi posti da un giovane che desidera mettersi in cammino sui sentieri dell'avventura interiore. L'autore affronta con grande semplicità tutte le dimensioni della vita spirituale cristiana.

LETTO: 6,5 (2.5/5): una raccolta di "lettere" (genere letterario utilizzato dall'autore, il grande monaco fondatore della comunità di Bose) indirizzate ad un giovane che vuole dialogare sulla spiritualità. Vi si trovano belle indicazioni, pagine poetiche e fortemente spirituali, ma poco che incida veramente nell'animo.

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07/10/2010

LETTO: I tre evangelisti (7)

I tre evangelisti: Chi è morto alzi la mano-Un po' più in là sulla destra-Io sono il tenebroso
Autore: Vargas Fred Fr. 2010, romanzo poliziesco

 In "Chi è morto alzi la mano" (1995) un faggio è misteriosamente spuntato dal nulla nel giardino della cantante lirica Sophia Siméonidis, potrebbe essere uno scherzo, lo strano regalo di un ammiratore oppure un sinistro presagio. Ma quando nel giro di poche settimane una piccola strada residenziale di Parigi diverrà teatro di un omicidio ci vorrà molto intuito per riuscire a raccapezzarsi. Tre giovani storici disoccupati e squattrinati non sembrano la squadra più idonea per risolvere un caso di omicidio delicato e sfuggente, eppure a volte istinto e improvvisazione arrivano più lontano di quanto si possa immaginare...

In "Un po' più in là sulla destra" (1996), Louis Kehlweiler, mentre è in appostamento su una panchina, trova per terra un frammento di osso umano. Una traccia perduta dentro la città. All'apparenza ormai definitivamente. Eppure Kehlweiler la segue, con i suoi soliti due aiutanti. La segue con ostinazione e ossessione fino ad arrivare in un piccolo villaggio della Bretagna...

In "Io sono il Tenebroso" (1997) due giovani donne sono uccise a Parigi a colpi di forbice. La polizia è convinta di essere a un passo dal colpevole, il serial killer pronto a colpire ancora. Ma le cose, come sempre, non hanno mai una faccia sola... Un altro caso per l'ex poliziotto deluso dalla vita e i tre storici improvvisati detective.

LETTO: 7. Si leggono piacevolmente, nonostante presentino trame non sempre facili. I tre evangelisti sono tre intellettuali un pò fuori dal mondo e sicuramente fuori dal sistema economico. Interessante.

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17/09/2010

LETTO: Il testamento di Gesù (5)

di Van Lustbader Eric, thriller, GB 2006, Piemme, p.473

Braverman - Bravo per gli amici - Shaw ha sempre saputo che suo padre nascondeva dei segreti. Quando lui era piccolo, gli faceva risolvere strani enigmi e crittografie e scompariva per lunghi periodi. Ma è solo quando Dexter Shaw muore in una misteriosa esplosione che Bravo scopre l'enormità del segreto del padre, membro da anni dell'Ordine degli Osservanti Gnostici, una setta fondata dai seguaci di san Francesco d'Assisi e ritenuta estinta secoli prima. Per più di ottocento anni, l'Ordine ha tenuto celata una preziosa reliquia in grado di scuotere fin dalle fondamenta la cristianità: un frammento del Testamento attribuito a Gesù Cristo in persona. Dexter era l'ultimo Custode del documento e, prima di morire, lo ha nascosto in un luogo segreto. Ora spetta a Bravo, studioso di Medioevo e crittografo, raccogliere l'eredità paterna seguendo gli indizi lasciati per lui. Ad accompagnarlo c'è Jenny, guardiano dell'Ordine, che ha il compito di proteggerlo. Un'impresa ardua, perché Bravo scopre in fretta che molti sarebbero disposti a tutto, anche a mentire e a uccidere, pur di impossessarsi del frammento. Un'altra società segreta, i Cavalieri di san Clemente, originariamente fondata e sostenuta dal papato, insegue il reperto fin dai tempi delle crociate. Bravo è l'ultimo ostacolo che separa i Cavalieri dal loro obiettivo, e non si fermeranno davanti a niente e a nessuno pur di raggiungerlo.

Media Voto: 1.5 / 5. Letto: 5 (1.5/5): come inseguire il successo de Il codice da Vinci? Può bastare cambiare complotti storico-ecclesiali, continui colpi di scena in una scontata e irritante caccia al tesoro? Ovviamente no, ma in estate mi è capitato di dovermi sorbire questo insopportabile thriller.

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11/09/2010

LETTO: Il diavolo nella cattedrale (7)

 di Schätzing Frank, Germania 1995, romanzo storico, p.459, Superpocket (Nord)

Colonia, 1260. Gerhard Morart sa bene che non potrà mai completare la costruzione della "sua" cattedrale prima di morire. Quello che non sa, purtroppo, è che la morte non tarderà ad arrivare: qualcuno infatti gli tende un agguato su un'impalcatura dell'edificio e lo fa precipitare a terra. Un delitto a sangue freddo, che tuttavia ha avuto un singolare testimone: Jacop, un ladruncolo che si trovava su un melo lì accanto, intento a rubare i frutti succosi per placare la sua eterna fame. Anziché darsela a gambe, Jacop si avvicina a Gerhard, ormai morente, che gli sussurra qualcosa all'orecchio. Così facendo, però, il ladruncolo rivela la propria presenza all'assassino, il quale si lancia in una caccia spietata per ridurlo al silenzio.

Media Voto: 2.82 / 5. Letto: 7 (3/5): l'inizio è un pò macchinoso, ma nel proseguo il racconto diventa avvincente, così come le "considerazioni" politico-religiose. Un thriller storico piacevole, ben congegnato, da leggere.

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22/08/2010

LETTO: Maximum ride. L'esperimento Angel

 di Patterson James, fantasy per ragazzi, Usa 2005, Superpocket/Nord, 406 pag.

Max, Fang, Iggy, Nudge, Gasman e Angel. Sei ragazzi apparentemente normali, ma che in realtà nascondono un segreto: sono al 98 per cento umani e al 2 per cento uccelli. Sono cresciuti in un laboratorio, e hanno vissuto gran parte della loro vita come topi in gabbia, ma adesso sono liberi. Con l'aiuto di Jeb, un adulto dal passato misterioso, si sono nascosti in una casa-rifugio, dove hanno istituito una comunità della quale il capo è Max, una sedicenne coraggiosa e matura. Dal giorno della loro fuga, però, gli Eliminatori, perfidi mutanti simili a lupi mannari, danno loro la caccia, e ora hanno catturato la più piccola del gruppo, Angel...

Media Voto: 3.55 / 5 LETTO: 6+ (2.1/5): rientra pienamente nel genere fantasy (con spruzzata di neotecnologie). Pensato per ragazzi (e per crearne un serial), per creare suspance, riesce ad essere piacevole e tutto sommato coinvolgente. Ma niente di più.

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09/07/2010

LETTO: La caccia al tesoro (5,5)

di Andrea Camilleri, poliziesco seriale, IT. 2010, Sellerio, p. 271

Un torpore inerte ha invaso il commissariato di Vigàta: un tedio strascicato. Ammortisce pure il trallerallera di Catarella, che adesso incespica tra rebus e cruciverba. Montalbano legge un romanzo di Simenon, e distratto va sfogliando una vecchia annata della "Domenica del Corriere": al telefono continua il dai e ridai querulo e molesto della suscettibile fidanzata, lontana sempre, lontanissima. Eppure un diversivo c'era stato. Due anziani bigotti, fratello e sorella, a furia di preterìe e giaculatorie, avevano rincappellato pazzia sopra pazzia. La loro demenza era arrivata al fanatismo delle armi. E la sceriffata santa aveva lasciato sul campo uno strumento di passioni tristi e appassite: una bambola gonfiabile, disfatta dall'uso; una di quelle pupazze maritabili che (diceva Gadda) tu le "basci, e ci piangi sopra, e speri icchè tu voi. E, fornito il bascio, te tu la disenfi e riforbisci e ripieghi e riponi, come una camiscia stirata". Un'altra bambola gemella, ugualmente disfatta, ma data per cadavere di giovane seviziata, era stata trovata poi in un cassonetto della spazzatura, in via Brancati. Sembrò una stravaganza.

Media Voto: 3.09 / 5 LETTO: 5,5 (1,5/5): una delusione : inutilmente violento , scontato e assurdo. Con una prima parte insopportabile. Forse la serie del commissario Montalbano ha dato tutto e non ha più nulla da dire.

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08/06/2010

LETTO: Il nipote del Negus (6+)

di Andrea Camilleri, IT. 2010, Sellerio editore, 227 p.

A metà strada tra cronaca e farsa, Andrea Camilleri torna alle sue ricostruzioni storiche e ambienta il suo ultimo romanzo nella Vigàta del 1929. L'Italia fascista è nel pieno della sua affermazione, il governo ha già assunto i pieni poteri con la costituzionalizzazione del Gran Consiglio del Fascismo e l'instaurazione della dittatura, sono appena stati firmati i Patti lateranensi mentre una nuova fase espansionistica interessa la politica estera. Anche l'Italia è alla ricerca di "un posto al sole" in Africa orientale, un interesse che culminerà, nel 1935, con la guerra in Etiopia e la cacciata del re abissino, il Negus Ailé Selassié.
Prima che si compia il progetto coloniale, Mussolini sta cercando di ottenere un dominio africano, bacino di mano d'opera a basso costo, con i mezzi diplomatici. Quale migliore occasione della presenza sul territorio italiano del Principe Grhane Sollassié Mbassa, nipote diretto del Negus? Il ragazzo, un aitante diciannovenne pieno di vita e di entusiasmo, dal 1929 al 1932 studia alla Regia Scuola Mineraria di Vigàta dove si diploma perito minerario. Sono mesi di sconquassi, quelli che vedono il giovane Principe scorrazzare per il paese siciliano. Nonostante tutti gli accorgimenti usati dalle autorità, preoccupate di mantenere cordiali i rapporti diplomatici tra l'Italia e l'Abissinia, il Principe Grhane non riesce a restare neanche un giorno lontano dai guai.
Il romanzo, scritto in forma di dossier come La concessione del telefono e La scomparsa di Patò, è tutto un susseguirsi di verbali, informative, articoli di cronaca locale e stralci di conversazioni notturne e diurne carpite nei luoghi più disparati tra gli abitanti di Vigàta. Il Ministero degli Esteri scrive al direttore della Scuola Mineraria, il Commissario di Montelusa scrive al Questore, che convoca il Prefetto e allerta il Podestà dopo aver sentito Il Segretario Federale del Partito Fascista e la Curia vescovile. Cambiano le intestazioni ma l'oggetto delle lettere è sempre lo stesso: il negro, l'abissino, l'etiope.
Furbo, avventato e incontenibile, il giovane Principe non disdegna le attenzioni di uomini e donne, vecchie e giovani. Amante del lusso, viene foraggiato sia dalla corte etiope, che si è incaricata di coprire le sue spese correnti, purché contenute nel limite di mille lire mensili, sia dal Partito Fascista, che per evitare incidenti paga tutto il resto. A Grhane Sollassié Mbassa (Grhanuzzo mio per alcune giovani del luogo) i soldi non bastano mai. Gli abiti di sartoria, l'arredamento completo della casa in cui è ospite, le frequenti visite al bordello e il vizio del gioco, tutti gli agi che gli impone il suo rango, hanno un costo che suo zio non intende coprire, così il Principe chiede in prestito, anzi piuttosto estorce, montagne di denaro a chiunque con ogni mezzo. Le autorità del regime, costrette a tollerare ogni suo capriccio per espressa volontà di S. E. Benito Mussolini, aspettano impazienti la firma di un accordo diplomatico tra i due Paesi, mentre il giovane Principe si fa beffe del Duce e dei suoi uomini, dei notabili come delle forze dell'ordine, delle regole e della buona educazione. Una vera furia, un demonio strafottente e cinico che, con lo sguardo distaccato dello straniero, irride il fascismo e i suoi ridicoli mezzi di propaganda.
Ancora una volta Andrea Camilleri imbastisce una trama leggera, godibile, carica d'ironia, facendo trasparire una critica aspra e pungente verso quel "clima di stupidità generale, tra farsa e tragedia, che segnò purtroppo un'epoca".

Media Voto: 4.61 / 5 LETTO: 6,5 (2,7/5): un romanzo storico ironico e irriverente nel prendere in giro il regime fascista. La storia è piacevole, ma leggerina.

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21/05/2010

LETTO: La salita al monte Sinai (6,5)

di Cantalamessa Raniero , saggio di spiritualità, IT. 1994, Città nuova, p.174

LETTO: 6,5 (2,6/5): Un libro pensato come un itinerario "della mente a Dio", dove il monte Sinai è il monte della rivelazione, dove abita Dio. Diverse tappe, accompagnati dai Santi, che ci conducono verso un itinerario interiore, sorretti dalla Scrittura e dal creato e da chi, questo itinerario, l'ha già fruttuosamente percorso. L'idea è interessante e l'autore, di per sè, è una garanzia. Eppure il libro scorre senza incidere.

TESTO COMPLETO LEGGIBILE SU INTERNET: http://books.google.it/books?id=kFciU921o2UC&printsec...

 

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23/04/2010

LETTO: Il bambino con il pigiama a righe (7+)

 di Boyne John, Irlanda 2006, romanzo storico (olocausto), BUR, p. 214

Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini.

Media Voto: 3.98 / 5. Letto: 7+ (3.2/5): stupisce la semplicità, la delicatezza e poi la sensibilità nel narrare una storia di bambini che ha come sottofondo (o meglio, come tema dominante) il dramma dell'olocausto. La storia è nota e ben riportata (con grande fedeltà) al cinema. Il libro aggiunge al film (chiaramente successivo) forse poco, ma mantiene la stessa lievità. Da leggere.

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