03/03/2010

L’Iran spegne lo sguardo di Panahi. Arrestato il regista anti-regime

Stava girando un documentario sulle manifestazioni

di Hamid Ziarati il Fatto 3.3.10

Le notizie che giungono dall’Iran sono sempre più inquietanti e gli arresti che si susseguono non lasciano il tempo sufficiente per festeggiare le liberazioni con la condizionale appena avvenute dopo lunghissimi periodi di detenzione e di tortura, ed è così che nell’indifferenza generale dell’occidente e della maggior parte della sua classe politica e intellettuale si assiste impotenti a quanto viene prevalentemente denunciato sul web che è, e resta, l’unico mezzo d’informazione per far la fredda conta quotidiana dei morti ammazzati e degli imbavagliati in un paese in rivolta.
La notizia dell’arresto dell’amico e regista Jafar Panahi, di sua moglie e di sua figlia, e dei suoi quindici ospiti, tra cui alcuni noti registi e operatori, avvenuto in casa sua la notte tra lunedì e martedì da parte dei servizi segreti, è però una di quelle notizie che non può e non deve passare inosservata. Stiamo parlando di un artista che grazie alla sua bravura e al suo sguardo lucido e disilluso sulla società iraniana è riuscito a sorvolare i confini nazionali e a ottenere i più alti riconoscimenti internazionali, vincendo prestigiosi premi tra cui il Leone d’Oro a Venezia, il Premio della Giuria al Festival di Cannes, l’Orso d’Argento a Berlino e molti altri premi ancora.

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14/05/2009

Primo straniero è il cristiano (E.Bianchi)

La Stampa, Tuttolibri, 9 maggio 2009

IO, GLI ALTRI
I nostri libri e CD alla Fiera del libro
Torino, 14-18 mag
gio 2009

Olio su telaC’è qualcosa di intrigante nel titolo della Fiera del Libro di quest’anno, un particolare apparentemente secondario che in realtà obbliga a soffermarsi con intensità sul soggetto scelto e sui termini che lo definiscono. È quella semplice virgola, quel piccolo segno che unisce e separa, che impone una sosta alla voce e al pensiero: non un punto, né una congiunzione, nemmeno una preposizione, né un aggettivo – tutti elementi che potrebbero orientare in un senso o nell’altro il nesso tra i due termini e, ancor di più, tra le due realtà esistenziali. Credo che molto della riflessione su questo tema dipenda da come interpretiamo quella virgola, da quali espressioni pensiamo le siano soggiacenti.

La semplice giustapposizione dei due termini – uno al singolare, l’altro al plurale – può infatti aprirsi e divenire un ponte gettato tra due mondi, oppure un muro che li separa o ancora una strada che li mette in comunicazione. Vi si può leggere anche l’opportunità di un intreccio fecondo tra l’uno e l’altro, l’insopprimibile connessione che li abita. Sì, perché “io” esisto in quanto essere-in-relazione: con quanti mi hanno preceduto, con chi è o è stato accanto a me, il mio “prossimo”, con coloro che ho avuto o avrò modo di incontrare nella mia vita, con il pensiero, la vita e le azioni di persone che non ho mai conosciuto personalmente e perfino con chi non conoscerò mai ma che contribuisce con la sua esistenza, le sue gioie e le sue sofferenze a quel mirabile corpo collettivo che è l’umanità.

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