27/04/2009

Beato Angelico. Lo splendore della sua luce

di Antonio Pinelli, LA REPUBBLICA, 27.4.09

A 550 anni dalla morte, una rassegna in Campidoglio esalta il legame del "santo frate" con l´umanesimo rinascimentale

ROMA. Promossa dal Comitato nazionale per i 550 anni della morte dell´Angelico, la mostra che si è inaugurata in Campidoglio giunge con quattro anni di ritardo («Beato Angelico. L´alba del Rinascimento», Palazzo Caffarelli, a cura di A. Zuccari, G. Morello e G. De Simone, fino al 5 luglio). Ma puntualità a parte, va dato atto ai promotori di aver realizzato la maggiore esposizione dedicata all´Angelico in Italia, dopo quella ormai mitica che si tenne in Vaticano e a Firenze nel 1955, in occasione del V centenario della morte del grande frate pittore.
Soprattutto va riconosciuto al Comitato di aver concepito questa rassegna come il punto di approdo di un percorso pluriennale costellato di iniziative meritorie, quali il Convegno di studi tenutosi a Roma nel 2006, il finanziamento di restauri condotti su opere presenti in mostra (il Trittico della Galleria Corsini di Roma e la predella della Pala di Bosco ai Frati) ed infine la campagna di indagini riflettografiche effettuate dal Laboratorio della Normale di Pisa su un significativo campione di opere dell´Angelico, che rivelandone la preparazione grafica soggiacente alla superficie dipinta (il cosiddetto underdrawing) apportano nuove conoscenze sulle modalità operative del pittore, confermandone quella nitida sicurezza di disegno (rarissimi i pentimenti) di cui già tessevano le lodi gli scrittori d´arte suoi contemporanei.
Guido di Piero - questo al secolo il nome dell´Angelico - nacque a Vicchio nel Mugello tra il 1395 e il 1400, e si avviò precocemente alla pittura, tanto che già nel 1418 è documentato con la qualifica di magister. Poco dopo prese i voti ed assunse il nome di Fra´ Giovanni da Fiesole, pur continuando ad esercitare infaticabilmente quella professione di pittore e miniatore, che lo impose ben presto come uno dei massimi protagonisti della scena artistica del primo Rinascimento. Egli fu attivo soprattutto a Firenze, dove il convento domenicano di San Marco custodisce un così gran numero di sue testimonianze figurative da esser divenuto una sorta di suo Museo personale, e nella Roma dei papi Eugenio IV e Niccolò V, dove si recò a più riprese per dipingere in Vaticano, e passò a miglior vita nel 1455, mentre era intento ad affrescare il chiostro di S. Maria sopra Minerva, la chiesa domenicana dove fu sepolto con tutti gli onori.

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10:07 Scritto da borgosotto in arte | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: arte, beato, angelico | OKNOtizie |  Facebook