28/04/2009

Magris: ripartire da Maritain

di Francesco Dal Mas, AVVENIRE, 28.4.09

Per lo scrittore la lezione del filosofo autore di “Umanesimo integrale” è quanto mai attuale: “Fu anche grande letterato e umanista”

 Jacques Maritain? Non ha dubbi lo scrittore Claudio Magris: «Io credo che il filosofo francese sia più che mai attuale, col suo umanesimo integrale, con la straordinaria capacità di dimostrare la forza razionale, la laicità del pensiero religioso». Di più. Magris è convinto che Maritain sia «un grande umanista» e al tempo stesso «un grande uomo di fede». Tanto, appunto, da «far sentire con mano che tra fede e ragione non c’è nessun contrasto». A Treviso lo scrittore triestino ha ricevuto il premio Maritain, dall’istituto che porta il suo nome, in quanto dà voce, «più autorevolmente di ogni altro», all’umanesimo integrale studiato e, soprattutto, promosso dall’autore francese. Ma che cosa si deve intendere per umanesimo integrale, soprattutto nelle condizioni di oggi? Risponde Magris: «Significa il rispetto amoroso per l’umano che è superiore alle configurazioni culturali, alle gerarchiche intellettuali che sono necessarie per organizzare la realtà, ma che sono meno importanti della realtà. E questo pochissime persone nella nostra epoca l’hanno fatto capire come Maritain». E perché proprio il filosofo francese? Magris ha la spiegazione pronta: perché è la certificazione della «grandissima forza di un pensiero religioso, della fede che fa i conti con la materia». «Maritain è un esempio di filosofia calata veramente nella vita, nel senso epico e nella vastità della vita ­puntualizza Magris - che ha pochi riscontri nella filosofia della nostra epoca, che ha avuto grandissimi risultati ma spesso esasperando la vitalità in un modo così immediato, così selvaggio, facendocela fuggire fra le dita oppure perdendola in astrazione». Insomma, per Magris ci sono pochi filosofi che si possono leggere anche come narratori. Lo è Maritain, lo è stato Platone: «Uomini che cercano la verità, ma la cercano concretamente, non solo in alcune formule».  Mettendo in conto il possibile scontro tra fede e ragione? No, perché non c’è nessuno scontro, ribadisce il romanziere e saggista.

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