14/05/2009
Primo straniero è il cristiano (E.Bianchi)
La Stampa, Tuttolibri, 9 maggio 2009
IO, GLI ALTRI
I nostri libri e CD alla Fiera del libro
Torino, 14-18 maggio 2009
C’è qualcosa di intrigante nel titolo della Fiera del Libro di quest’anno, un particolare apparentemente secondario che in realtà obbliga a soffermarsi con intensità sul soggetto scelto e sui termini che lo definiscono. È quella semplice virgola, quel piccolo segno che unisce e separa, che impone una sosta alla voce e al pensiero: non un punto, né una congiunzione, nemmeno una preposizione, né un aggettivo – tutti elementi che potrebbero orientare in un senso o nell’altro il nesso tra i due termini e, ancor di più, tra le due realtà esistenziali. Credo che molto della riflessione su questo tema dipenda da come interpretiamo quella virgola, da quali espressioni pensiamo le siano soggiacenti.
La semplice giustapposizione dei due termini – uno al singolare, l’altro al plurale – può infatti aprirsi e divenire un ponte gettato tra due mondi, oppure un muro che li separa o ancora una strada che li mette in comunicazione. Vi si può leggere anche l’opportunità di un intreccio fecondo tra l’uno e l’altro, l’insopprimibile connessione che li abita. Sì, perché “io” esisto in quanto essere-in-relazione: con quanti mi hanno preceduto, con chi è o è stato accanto a me, il mio “prossimo”, con coloro che ho avuto o avrò modo di incontrare nella mia vita, con il pensiero, la vita e le azioni di persone che non ho mai conosciuto personalmente e perfino con chi non conoscerò mai ma che contribuisce con la sua esistenza, le sue gioie e le sue sofferenze a quel mirabile corpo collettivo che è l’umanità.
16:19 Scritto da borgosotto in solidarietà | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: enzo bianchi, fiera del libro, immigrazione, accoglienza, solidarietà, bibbia | OKNOtizie |
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27/04/2009
Quanto dista il mito dalla Bibbia
Repubblica 27.4.09
Un raffronto tra il signore di tebe e il biblico Giuseppe
I crimini di Edipo Re
di René Girard

Due "eroi" simili: ma il sovrano incestuoso è colpevole e basta mentre il figlio di Giacobbe smonta ogni inganno
L´antico testamento si oppone sempre in modo consapevole alle religioni mitologiche
Prendiamo "Caino e Abele" e "Romolo e Remo": il fratricidio è visto in modo quasi opposto
La città di Tebe è devastata dalla peste. Un oracolo religioso annuncia che il responsabile del disastro è un unico individuo che vive in città: egli ha offeso gli dei uccidendo suo padre e sposando sua madre. Si cerca il colpevole e un colpevole si trova: nientedimeno che il nuovo re. Egli non sapeva di aver commesso gli orrendi crimini che pure aveva commesso. Da bambino era stato abbandonato dai suoi genitori a causa di un oracolo, ancora, lo stesso che aveva previsto quello che più tardi sarebbe avvenuto, che cioè il bambino avrebbe un giorno ucciso suo padre e sposato sua madre. Diventato adulto, egli torna a Tebe da perfetto sconosciuto, e il vaticinio si avvera. Ancora una volta il risultato è l´espulsione di Edipo dalla sua comunità.
Esaminando questo mito da vicino, vi si scoprono alcune corrispondenze con la storia biblica di Giuseppe. Giuseppe ha dodici fratelli, Edipo nemmeno uno, ma entrambi vengono respinti dalle loro rispettive famiglie, Edipo dai genitori, Giuseppe dai fratelli. In entrambe le storie l´eroe viene espulso: prima dalla comunità a cui appartiene per diritto di nascita, poi dalla comunità che l´aveva adottato.
10:03 Scritto da borgosotto in spiritualità | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mito, bibbia, edipo, giuseppe, girard | OKNOtizie |
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