Tra tecnologia e buoni sentimenti i film d’animazione puntano all’arte

Chi si oppone agli eventi che insidiano il futuro dell’umanità sono l’atipica task-force che il presidente degli Stati Uniti mette in campo contro un robot colossale che distrugge il Golden Gate e le mira conquistatrici di Galaxhar, testa ovale con parecchi occhi e tentacoli semoventi. Dalla sua enorme astronave crea migliaia di cloni e pianifica l’invasione della terra. Si tratta di Mostri contro Alieni, che uscirà a giorni sugli schermi italiani, alcuni dei quali accogliendo la rinata e perfezionata tecnologia in 3D – tridimensionale – renderanno ancor più affascinante lo spettacolo una volta inforcati gli appositi occhiali. Profluvio di effetti visivi, una parodia divertentissima dei b-movie fantascientifici degli anni Cinquanta, storia per l’appunto folle nella quale Susan, investita da un meteorite il giorno del suo matrimonio, diventa una ragazzona di oltre quindici metri che crede nella forza dell’amore; il professor Scarafaggio fa il verso alla schiera di scienziati pazzi, ma questa volta rivolge il suo geniale entusiasmo a disconnettere le armi che ci assediano; B.O.B è, invece, una massa gelatinosa bluastra sempre affamata che si innamora di gelatine consimili e si insinua ovunque; Anello Mancante è un incrocio fra una scimmia e un pesce ma il connubio genetico ha creato un cuore grande e, infine, Insettosauro è una larva alta cento metri che alla fine, scacciato l’alieno e passato il pericolo, si carica sul groppone gli strani colleghi per portarli in vacanza a Parigi. Totalmente “aliena” la trama di questa tridimensionale avventura che si indirizza anche a un pubblico adulto, soprattutto femminile. Non ne dubita Lisa Stewart, che ha affrontato per la prima volta la produzione di un cartone animato proprio perché è il ruolo di una donna a essere rilevante e messo in primo piano. “Mi ha attratto moltissimo il personaggio di Susan, la sua generosità, il suo spirito di sacrificio e credo per questo che la sua storia possa essere abbracciata e accettata da tantissime persone”. Costato centosessantacinque milioni di dollari, Mostri contro Alieni testimonia il considerevole interesse dell’industria cinematografica americana nei confronti dell’animazione. “L’animazione è diventata un prodotto estremamente sofisticato – rileva Conrad Vernon, regista insieme a Bob Letterman di Mostri contro Alieni – capace di scatenare delle vere emozioni alla pari di film live action. Un grande contributo è stato dato da Walt Disney nell’abbattere ogni barriera e far diventare il cartone animato una forma artistica capace di toccare in profondità i tasti emotivi del pubblico. Ma è con l’acquisizione di nuove tecnologie che noi tutti siamo stati chiamati a confrontarci con un genere sempre più diversificato e sofisticato. Non dobbiamo, però, dimenticare mai che nell’animazione la spontaneità viene prima di tutto, anima l’uso della tecnologia”.
Quest’ultima sembrerebbe passare in secondo piano quando si tratta di seguire Le Avventure del topino Desperaux (sugli schermi italiani a fine aprile) che Sam Fell e Rob Stevenhagen hanno tratto dall’omonimo romanzo per l’infanzia di Kate Dicamillo affidando a un cast di voci stellare davvero – Sigourney Weaver, Dustin Hoffman, Frank Langella, Mattew Broderick, Kevin Klein, Tracey Ullman, Emma Watson, tanto per citarne alcuni – i personaggi che popolano il paese di Dor, il nascosto e delicato Mouseworld, ossia il mondo dei topi buoni e quello oscuro e terribile di Ratworld, governato da un arcigno dittatore. Questa volta la tavolozza dei colori riflette il mondo fiammingo nel quale si immerge una fiaba davvero edificante:  un tripudio di raffinatezza cromatica che allude a Vermeer nell’illuminare i dettagli delle stanze del castello con morbidi effetti di luce; ai fratelli Brueghel nel vivacizzare il Paese del topino protagonista con le sue casette, le piccole piazze, il coltello che fa da panchina e il laghetto ricavato da un piattino blu; a Hieronymus Bosch, per l’oscura visione notturna nella quale è immerso lo spazio pauroso dei ratti, in cui scheletri abbandonati diventano ponti, ossa di poveri sfortunati sono sbilenchi edifici e le strade sono inzaccherate da sporcizia e oggetti buttati in quelle orrende fogne chissà da quanto tempo e da chi.
I tre mondi si sovrappongono, si incontrano e combattono quando sul regno del buon re si abbatte una vera tragedia:  mentre si festeggia il Giorno Speciale della Zuppa Reale la regina, poco prima di portare il cucchiaio alla regale bocca, muore per un banale incidente. Con la zuppa, viene bandita la felicità, con la felicità la speranza, con la speranza la luce. Tutto diventa grigio, triste, immobile. Chi salverà i cittadini del regno di Dor? Il più inaspettato e piccolo degli eroi, il topino senza paura e dalle enormi orecchie, Desperaux, nobile e coraggioso, capace di vedere in tutti la parte migliore e generosa dell’animo, quella che non si sottomette alle leggi della violenza e del caos.
Abbiamo cominciato a cercare tra gli anfratti della città la presenza, o almeno il passaggio, dell’incantevole topino Desperaux:  speriamo di trovarlo in fretta!

(©L’Osservatore Romano – 26 marzo 2009)

Tra tecnologia e buoni sentimenti i film d’animazione puntano all’arteultima modifica: 2009-03-26T16:26:00+01:00da borgosotto
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