La Chiesa, il nuovo Harry Potter e il «segno di una ricerca»

 E, quanto alla magia, anche lo spettatore, o il lettore, giovani si accorgono che la storia non è che una favola, dove non manca l’ironia. E si sottolineano positivamente i siparietti comici che contribuiscono a demitizzare le vicende, allentando la tensione.

Nessuna attuale assoluzione «vaticana», dunque, poiché non vi è stata prima nessuna «condanna», se non da parte di settori tradizionalisti, quelli ossessionati da un onnipresente «complotto anticristiano» per il quale Harry Potter sarebbe un’arma tanto micidiale quanto occulta. Sono quelli che si affannano ad ascoltare nastri musicali alla rovescia per individuarvi messaggi blasfemi; o a ricercare, nascosto ovunque, il 666, il «numero della Bestia» secondo l’Apocalisse; o a tentare di individuare segni diabolici subliminali negli spot pubblicitari. La Chiesa lascia fare, ma non partecipa a queste atmosfere di sospetti millenaristi.

Nulla di nuovo, ovviamente, anche nelle parole di quel coriaceo e impenitente discepolo del grande cardinal Giuseppe Siri (sempre più riscoperto con ammirazione, negli ambienti ecclesiali) che è Angelo Bagnasco. Un suo confratello nella porpora, Giacomo Biffi, ripete da sempre che «il contrario della fede non è la ragione ma la superstizione». Ed è citatissimo il Chesterton dell’aforisma, secondo il quale «il guaio dell’uomo di oggi non è il fatto che non crede a niente ma il fatto che crede a tutto». C’è forse qualcosa di nuovo nel segnalare, come fa Bagnasco, che al declino del cristianesimo si è accompagnato, in Occidente, un lussureggiare di veggenti, stregoni, guru, indovini, astrologi, esoteristi, sciamani?

Ed è forse un’interpretazione originale quella secondo la quale tutto questo è «a suo modo il segno di una ricerca»? Non si tratta di «aprire» come qualcuno ha detto ma, semmai, di constatare. Senza sorpresa ma con qualche amarezza.

L’abbandono, cioè, di quella che per il cardinale è la via maestra, induce a smarrirsi in sentieri che non portano da nessuna parte.

Anche qui, intendiamoci, nessun fanatismo. Il cristianesimo autentico, quello non settario, è sempre inclusivo, mai esclusivo, secondo la parola di Gesù («Non sono venuto per distruggere ma per completare») e l’esortazione di Paolo («Esaminate tutto, tenete ciò che è buono»). Così, l’attenzione attuale per certe tecniche orientali è presente oggi in molte Case di esercizi spirituali del tutto accettati. Se vale ancor oggi il consiglio, per il fedele comune, di astenersi dalla astrologia è per prudenza e non per un rifiuto previo, visto che astrologi erano presenti alla Corte papale e il principe stesso dei teologi, San Tommaso d’Aquino, credeva nell’influsso degli astri, pur conciliandolo con il libero arbitrio.

Non poteva essere altrimenti, visto che i cosiddetti «Magi» erano quasi certamente astrologi caldei che avevano individuato l’arrivo del Messia degli ebrei scrutando le stelle. L’esortazione, poi, a star lontani dall’occultismo non è perché si tratti sempre e comunque di inganni e truffe ma perché può essere, talvolta, un pericolo reale. Come sperimentarono tanti santi che dovettero difendersi da trame oscure in cui la Chiesa istituzionale stessa, pur prudente e di primo acchito doverosamente scettica, ha dovuto riconoscere lo zampino diabolico.

Insomma, per dirla con Ernest Renan, «la verità è sempre triste, ahinoi!». La tristezza della verità, in questo piccolo caso, è data dal fatto che non si riesce proprio a trovare alcunché di nuovo, né qualcosa che le accomuni, tra le parole dell’arcivescovo di Genova e quelle di un collaboratore dell’ Osservatore romano .

I cercatori di «clamorose svolte» dovranno, ancora una volta, attendere altre occasioni.

La Chiesa, il nuovo Harry Potter e il «segno di una ricerca»ultima modifica: 2009-07-18T11:21:00+02:00da borgosotto
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