Venezia cerca il riscatto tra Moore e Tornatore

Dopo aver selezionato quasi quat­tromila pellicole provenienti da 74 diversi paesi, Muller ne ha scelte appunto settantacinque, da 25 na­zioni. Il paese più rappresentato è l’Italia (22 titoli), seguito dagli USA (17). «Mai, dal 2004 ad oggi, un nu­mero così alto. Mai così tante ope­re prime (sedici) e seconde (nove) accanto ai film più attesi della sta­gione – come B aarìa di Giuseppe Tornatore, che aprirà in concorso il 2 settembre – e a nomi di registi già consacrati, ma per la prima volta a Venezia, come Michael Moore e Fa­tih Akin». Tra i ventiquattro titoli in concor­so, tutti in prima mondiale, oltre il kolossal di Tornatore, il documen­tario di Moore ( Capitalism: a love story) e il film della Akin ( Soul Kit­chen),
  sono numerosi quelli che su­scitano attesa:
A single man di Tom Ford, con Colin Firth e Julianne Moore, Bad Lieutenant di Werner Herzog , con Nicolas Cage e Val Kil­mer, The road di John Hillcoat, con Charlize Teron e Viggo Mortensen; senza naturalmente contare le pel­licole italiane, firmate da Michele Placido ( Il grande sogno, con Ric­cardo Scamarcio e Laura Morante), Giuseppe Capotondi ( La doppia o­ra ,
  con Ksenia Rappoport) e Fran­cesca Comencini (
Lo spazio bian­co , con Margherita Buy).
  A contendersi l’attenzione dei film fuori concorso – venti in tutto – sa­ranno probabilmente divi come il George Clooney di
The men who stare at goats, diretto da Grant He­slov, o il Matt Damon di The infor­mant! , di Steven Soderbergh. Ma spulciando tra le numerose altre se­zioni collaterali, spuntano nume­rosi motivi d’interesse: il ritorno di Abel Ferrara in Napoli, Napoli, Na­poli e di Oliver Stone col docu­mentario
  South of the border;
la pucciniana B ohème filmata da Wer­ner Herzog e il Piccolo Teatro di Mi­lano celebrato dal documentario di Maurizio Zaccaro, Il Piccolo; la pri­ma mondiale della versione in tre dimensioni di Toy Story e Toy Story 2. In particolare il regista di questi due cartoon, John Lasseter, e gli al­tri registi della Disney-Pixar, saran­no i singolari premiati del Leone d’Oro alla carriera. Tutte le sezioni, inoltre, offriranno anche un «film a sorpresa»: «Cioè – spiega Muller – una pellicola che, non ancora com­pleta quando l’abbiamo visionata, decideremo all’ultimo momento in quale sezione presentare».
  Nel ricchissimo carnet delle retro­spettive, da non perdere il restauro de
La Grande Guerra di Monicelli, il documentario su Pio XII sceneg­giato da Diego Fabbri e Cesare Za­vattini – titolo Guerra alla guerra – e L a fiamma che non si spegne, di Vittorio Cottafavi, sul sacrificio di Salvo D’Acquisto.

Venezia cerca il riscatto tra Moore e Tornatoreultima modifica: 2009-07-31T13:26:08+02:00da borgosotto
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