Harry Potter sempre più dark e un po’ stiracchiato

Harry è ormai maggiorenne, così come i suoi compagni di sempre Ermione e Ron. I tre sentono il peso della responsabilità. Ma Potter, il predestinato, è l’unico che può sconfiggere Voldemort. Ed è deciso a farlo. Ma non è semplice farsi seguire, soprattutto se, oltre alle forze oscure, ci si mette anche la gelosia a separare gli amici. Ad ogni modo, deve trovare e distruggere gli Horcrux, chiave dell’immortalità del signore oscuro, prima che questi  trovi lui. E perciò l’ex maghetto ora adulto, mentre cerca anche l’arma in grado di poterlo aiutare nell’impari lotta, è costretto a fuggire e a nascondersi di continuo in luoghi sempre diversi.
Tra agguati, combattimenti e trame sotterranee, nonché richiami non sempre immediati agli episodi precedenti, la storia – dai toni ancora più cupi e sempre meno adatta ai bambini –  va avanti fino alla scena che fa da raccordo con la seconda parte, ovvero Voldemort s’impossessa della sola arma che può aiutarlo a sconfiggere Potter.
Un film interlocutorio, molto più del precedente, perché Il principe mezzosangue,  dando conto del passaggio dei protagonisti dall’infanzia all’adolescenza e offrendo indizi del drammatico finale, reggeva bene la storia. Qui le ragioni commerciali  hanno prevalso su quelle cinematografiche, tanto da far sì che il settimo episodio della saga fosse sdoppiato. Saranno certamente felici i fan incalliti della Rowilng, per i quali ogni omissione nella trasposizione cinematografica sa di sacrilegio, tuttavia probabilmente un solo film avrebbe giovato al racconto. Stavolta, infatti, le due ore e mezza di questa prima parte del finale danno segni di affaticamento, ed è soprattutto l’incompiutezza a pesare,  più delle stiracchiature narrative. Anche se le sequenze in cui viene raccontata la storia dei “doni della morte” attraverso una raffinata  animazione  – una vera chicca – sono di pregevole fattura e di notevole impatto visivo, più di tanti effetti speciali.

Di sicuro si avvicina il giorno della liberazione per i tre protagonisti Daniel Radcliffe, Rupert Grint e Emma Watson  – il primo film della saga è del 2001 l’ultimo uscirà il prossimo anno – rimasti troppo a lungo prigionieri dei personaggi. Per loro le magie sono davvero finite. E presto anche per i fan arriverà definitivamente la parola fine.


Questo il link della recensione del precedente episodio pubblicata da “L’Osservatore Romano”
http://gaetanovallini.blogspot.com/2009/07/la-magia-non-e-piu-un-gioco.html
che suscitò un dibattito interessante. Soprattutto “Libero”, attraverso Claudio Siniscalchi, criticò il nostro articolo. Il 15 luglio 2009 titolò: Il maghetto new age incanta l’Osservatore – Al giornale della Santa Sede l’ultimo film è piaciuto. Ma Ratzinger aveva criticato la serie.
Tre giorni dopo Vittorio Messori sul “Corriere della Sera” sosteneva la nostra tesi. Ecco il link a quell’articolo 
http://www.et-et.it/articoli/2009/2009_07_18.html

Harry Potter sempre più dark e un po’ stiracchiatoultima modifica: 2010-11-23T20:44:44+01:00da borgosotto
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento