Cine-weekend. Arriva Khan, il Forrest Gump musulmano

Il mio nome è Khan dell’in­diano Karan Johar mescola divertimento, passione, a­more, musica, impegno, epi­ca, dramma, commedia, po­tenza narrativa, coraggio e spudoratezza. Il protagoni­sta, Shah Rukh Khan, la più grande star di Bollywood, in­terpreta un giovane autistico islamico che trasferitosi a San Francisco sposa Mandira, madre single di religione hin­du. Quando l’11 settembre getta la sua orribile ombra sui musulmani in Usa, Khan de­cide di viaggiare per il paese come Forrest Gump in cerca del presidente Bush, dimo­strando al mondo che la pa­cifica convivenza tra popoli e religioni è possibile.

Un vero e proprio pugno nel­lo stomaco, Precious di Lee Daniels racconta a partire dal romanzo di Sapphire il ri­scatto morale e sociale di un’adolescente nera, obesa ed analfabeta, che nella Har­lem povera degli anni Ottan­ta, ripetutamente violentata dal padre e madre di due bambini, imparerà a leggere, scrivere e ad avere fiducia in se stessa. Accolto da fischi e proteste sia al Sundance che al Festival di Berlino, il mor­bosissimo e noioso The Kil­ler Inside Me di Michael Win­terbottom, un noir che ruota intorno a un giovane sceriffo corrotto, sadico e psicopati­co. Sotto accusa la scena del pestaggio di una prostituta ( Jessica Alba, che alla pre­mière abbandonò la sala) che nulla lascia all’immaginazio­ne dello spettatore. Greve, volgare, totalmente privo di idee comiche A Natale mi sposo di Paolo Costella pro­pone le ennesime vacanze in trasferta, tra luoghi comuni, doppi sensi, gag usurate e battute inascoltabili, mentre ne La donna della mia vita ,

storia di due fratelli (Alessan­dro Gassman e Luca Argen­tero) innamorati della stessa ragazza ( Valentina Lodovini), Luca Lucini parte dalla buo­na sceneggiatura di Cristina Comencini, ma dedica poca cura nella messa in scena che avrebbe meritato qualche i­dea in più.

Cine-weekend. Arriva Khan, il Forrest Gump musulmanoultima modifica: 2010-11-26T12:18:20+01:00da borgosotto
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