Zalone: «Nel mio film rido di noi occidentali»

Tra le battute più ‘scorrette’ del film c’è quella che pren­de in giro le cosiddette mis­sioni di pace italiane in zo­ne di guerra fatte dai nostri connazionali, non certo per ideale, ma come dice, senza troppa ironia, un personag­gio del film, solo per pagare il mutuo della casa. «Lo sber­leffo – spiega Zalone – è so­lo nei riguardi di noi occi­dentali. L’ironia è insomma su noi non su loro. Ad esem­pio, c’é Rocco Papaleo che nel film interpreta mio pa­dre Nicola che non a caso fa il militare in Iraq. È infatti un uomo che preferisce stare in una zone di guerra piuttosto che tornare a casa dalla mo­glie ». Della stessa opinione il regista del film, Gennaro Nunziante, che dice: «Non è un film politicamente scor­retto. Cerchiamo solo di fa­re delle cose diverse che par­lare sempre e solo di mariti, figli, moglie e corna. Noi del Sud, poi, abbiamo perso tante persone in missione di pace e per il terrorismo ed è giusto dire che a noi non ci sembrano affatto degli eroi, ma il loro eroismo è stato so­lo quello di farsi una casa».
In Che bella giornata , infine, oltre che arabi e italiani, di scena anche l’Italia delle rac­comandazioni. L’imbranato Checco infatti ha alle spalle una madre che cerca di si­stemarlo grazie all’amicizia con un cardinale. Zalone si schermisce solo quando lo si paragona ad Alberto Sor­di. «Non sono neppure l’un­ghia di Sordi – dice –. Ma cer­to le mie commedie vorreb­bero essere un po’ come le sue. Ovvero film che parlano e raccontano con ironia di quello che succede in Italia».

Toni Viola

Zalone: «Nel mio film rido di noi occidentali»ultima modifica: 2010-12-30T08:48:16+01:00da borgosotto
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