LETTO: La ragazza del lago (7-)

La ragazza del lago. Lo sguardo di uno sconosciutodi Fossum Karin, giallo, NOR. 1996, Sperling & Kupfer  (collana Pandora)p. 304

Un minuscolo villaggio sulle coste norvegesi è in preda al panico: è scomparsa una bambina di sei anni. Sulle tracce della bimba, la polizia si imbatte in un’altra tragedia, già compiuta: poco lontano, sulle sponde di un fiabesco laghetto immerso nel bosco, trova il corpo nudo di una giovane donna; è intatto benché lei sia stata affogata con premeditazione. Annie Holland aveva solo quindici anni. Chi l’ha aggredita deve averla colta alla sprovvista, oppure, la conosceva anche troppo bene. Da Oslo arriva il pacato ispettore Sejer, incaricato del caso; e le sue indagini, dilavano il nordico lindore del borgo stanando tutto ciò che è sepolto e nascosto. Torna in libreria “Lo sguardo di uno sconosciuto”, con un nuovo titolo (“La ragazza del lago”) e una nuova copertina.

Media Voto: 3.33 / 5 LETTO: 7- (2.9/5): il genere giallo-poliziesco è rispettato in maniera scrupolosa (un omicidio, tanti indiziati, una difficile ricerca della verità), con l’aggiunta di una buona introiezione psicologica. Piacevole, scorrevole, accattivante. Da leggere.

“Tu credi in Dio?” domandò repentinamente il giovane agente.

Sejer arricciò le labbra in una smorfia buffa. “Bah…no, immagino di no. Credo piuttosto a una qualche forza”, rispose con un po’ di titubanza.

Skarre sorrise. “Questo l’ho già sentito altre volte. Questa “forza” è evidentemente più accettabile. Però trovo strano che finora non si sia riusciti a darle un nome. Ma si sa, la parola “Dio” ha senza dubbio molte connotazioni. E dove credi che ci conduca , questa forza?”

“Ho parlato di forza, non di volontà”.

“Credi dunque a una forza priva di volontà?”

“Non ho detto nemmeno questo. La definisco semplicemente “forza”; se sia guidata o no da una volontà, resta una questione aperta.”

“Ma l’idea di una forza senza volontà è abbastanza scoraggiante, no?”

“Non molli, eh? O stai provando goffamente a fare professione di fede?”

“Si”, rispose laconicamente il giovane poliziotto.

“Però! Quante cose si vengono a sapere.”

Sejer meditò qualche secondo sull’inattesa confessione del collega e infine mormorò: “La fede: ecco una cosa che non sono mai riuscito a comprendere”.

“Come mai?”

“Non capisco esattamente che cosa comporti.”

“Comporta solo una scelta. Si sceglie un criterio con cui affrontare la vita; scelta, questa, che con il tempo ti sorregge e ti procura gioia. Offre un punto di riferimento e dà un senso alla vita e alla morte incredibilmente appagante.”

“Fare una scelta? Hai avuto una rivelazione?”

Dalla bocca di Skarre uscì un riso a singhiozzi, che ricordava la regione del Sud dalla quale proveniva, le sue scogliere e il suo mare azzurro.

“La gente rende tutto complicato. Invece è semplicissimo: non si deve cercare di comprendere tutto e a ogni costo. Bisogna innanzitutto sentire; la comprensione arriva poco per volta.”

(p.186-187)

LETTO: La ragazza del lago (7-)ultima modifica: 2011-06-04T08:40:00+02:00da borgosotto
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