Scrittori e GMG: due lettere vere e una falsa

La prima vede in esso un festival, più di superficie che di spessore religioso, dove i giovani di mezzo mondo hanno colto l’occasione per viaggiare, fare del turismo, divertirsi, conoscere gente nuova, vivere qualche avventura: l’esperienza intensa ma passeggera di una vacanza estiva. La seconda lo interpreta come una netta smentita delle previsioni di un arretramento del cattolicesimo nel mondo di oggi, come la prova che la Chiesa di Cristo conserva la sua forza e la sua vitalità, che la barca di san Pietro attraversa, senza correre pericoli, le tempeste che volevano farla affondare. Una di queste tempeste ha come scenario la Spagna, dove Roma e il Governo di Rodríguez Zapatero si sono scontrati spesso negli ultimi anni e mantengono relazioni tese. Non è casuale infatti che Benedetto XVI si sia recato in questo Paese già diverse volte, tre di esse durante il suo pontificato. Perché a quanto pare la «cattolica Spagna» non lo è più tanto come in passato. Le statistiche sono abbastanza esplicite. A luglio dello scorso anno circa l’ottanta per cento degli spagnoli si dichiarava cattolico; un anno dopo, solo il settanta. Fra i giovani il cinquantuno per cento dice di esserlo, ma solo il dodici assicura di praticare la propria religione in modo costante mentre il resto lo fa sporadicamente o per motivi sociali (in occasione di matrimoni, battesimi e così via). Le critiche dei giovani credenti – praticanti e non – alla Chiesa s’incentrano soprattutto sull’opposizione di quest’ultima all’uso degli anticoncezionali e della pillola del giorno dopo, all’ordinazione delle donne, all’aborto, all’omosessualità. La mia impressione è che queste cifre non siano state manipolate, che riflettano una realtà che – con percentuali più alte o meno alte – trascende l’ambito spagnolo ed è indicativa di quanto sta accadendo al cattolicesimo nel resto del mondo. Ebbene, dal mio punto di vista questa graduale diminuzione del numero dei fedeli della Chiesa cattolica, invece di essere un sintomo della sua inevitabile rovina ed estinzione, è piuttosto fermento della vitalità e dell’energia che quel che resta di essa – ossia decine di milioni di persone – ha dimostrato, soprattutto durante i pontificati di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Ė difficile immaginare personalità più diverse di quelle degli ultimi due Papi. Il primo era un leader carismatico, un agitatore di folle, uno straordinario oratore, un Pontefice nel quale l’emozione, la passione, i sentimenti prevalevano sulla pura ragione. Quello attuale è un uomo di idee, un intellettuale, i cui ambiti naturali sono la biblioteca, l’aula universitaria, la sala di conferenze. La sua timidezza di fronte alle moltitudini affiora inevitabilmente nel modo in cui si rivolge alle masse, come a giustificarsi, quasi si vergognasse. Ma questa fragilità è ingannevole poiché si tratta probabilmente del Papa più colto e intelligente che la Chiesa ha avuto da molto tempo a questa parte, uno dei rari Pontefici le cui encicliche o i cui libri possono essere letti anche da un agnostico come me senza sbadigliare (la sua breve autobiografia incanta e i suoi due volumi su Gesù sono molto più che suggestivi). Il suo itinerario è abbastanza curioso. In gioventù è stato un sostenitore della modernizzazione della Chiesa e ha dato un contributo allo spirito riformatore del concilio Vaticano II convocato da Giovanni XXIII. Poi però si è mosso verso le posizione conservatrici di Giovanni Paolo II, alle quali è rimasto fedele fino a oggi. Forse il motivo è stata l’intuizione, o la convinzione, che, se avesse continuato a fare le concessioni che gli chiedevano i fedeli, i pastori e i teologi progressisti, la Chiesa avrebbe finito con il disintegrarsi dal di dentro, per divenire una comunità caotica, disorientata, a causa delle lotte intestine e delle dispute settarie. Il sogno dei cattolici progressisti di fare della Chiesa un’istituzione democratica è proprio questo, e niente più: un sogno. Nessuna Chiesa potrebbe esserlo senza rinunciare a se stessa e scomparire. In ogni caso, a prescindere dal contesto teologico, tenendo conto unicamente della sua dimensione sociale e politica, la verità è che, sebbene stia perdendo fedeli e le sue fila si stiano riducendo, oggigiorno il cattolicesimo è più unito, attivo e combattivo rispetto agli anni in cui sembrava sul punto di lacerarsi e dividersi per le lotte ideologiche interne. Questo è un bene o un male per la cultura della libertà? Se lo Stato è laico e mantiene la sua indipendenza rispetto a tutte le Chiese, che – è chiaro – deve rispettare e alle quali deve permettere di agire liberamente, è un bene, perché una società democratica non può combattere efficacemente i propri nemici – a iniziare dalla corruzione – se le sue istituzioni non sono saldamente sostenute da valori etici, se al suo interno non fiorisce una ricca vita spirituale come antidoto permanente contro le forze distruttrici, dissocianti e anarchiche che sono solite guidare la condotta individuale quando l’essere umano si sente libero da ogni responsabilità. Per molto tempo si è creduto che con il progresso delle conoscenze e della cultura democratica, la religione, questa forma elevata di superstizione, sarebbe scomparsa e che la scienza e la cultura l’avrebbero ampiamente sostituita. Ora sappiamo che questa era un’altra superstizione che la realtà ha pian piano fatto a pezzi. E sappiamo anche che la cultura, soprattutto ora, è incapace di svolgere quella funzione che i liberi pensatori del diciannovesimo secolo, con tanta generosità e altrettanta ingenuità, le attribuivano. Perché, nel nostro tempo, la cultura ha smesso di essere una risposta seria e profonda ai grandi interrogativi dell’essere umano sulla vita, la morte, il destino, la storia, come ha cercato di esserlo in passato, ed è divenuta, da un lato, un divertimento leggero e senza conseguenze, e, dall’altro, una cabala di esperti incomprensibili e arroganti, rinchiusi in fortini di gerghi inintelligibili, distanti anni luce dai comuni mortali. La cultura non ha potuto sostituire la religione e non potrà farlo, se non per piccole minoranze, marginali rispetto al grande pubblico. La maggior parte degli esseri umani trova le risposte – o quanto meno la sensazione che esista un ordine superiore del quale fanno parte e che dà senso e quiete alla loro esistenza – solo attraverso una trascendenza che né la filosofia, né la letteratura, né la scienza sono riuscite a giustificare razionalmente. E, per quanto tanti brillantissimi intellettuali cerchino di convincerci che l’ateismo sia l’unica conseguenza logica e razionale della conoscenza e dell’esperienza accumulate dalla storia della civiltà, l’idea dell’estinzione definitiva continuerà a risultare intollerabile per l’essere umano comune, che continuerà a trovare nella fede quella speranza di una sopravvivenza oltre la morte alla quale non ha mai potuto rinunciare. Purché non prenda il potere politico e quest’ultimo sappia preservare la sua indipendenza e neutralità rispetto a essa, la religione non solo è lecita, ma anche indispensabile in una società democratica. Credenti e non credenti, tutti dobbiamo rallegrarci di quanto è accaduto a Madrid in quei giorni in cui Dio sembrava esistere e il cattolicesimo sembrava essere la religione unica e vera, e tutti come ragazzi buoni abbiamo camminato, presi per mano dal Santo Padre, verso il regno dei cieli.

13 agosto 2011

Lettera ai giovani della Gmg

 

Andate al cuore

 

 
Care ragazze e ragazzi, conservo un ricordo di una delle mie GMG: Colonia, notte della veglia. Con un amico ci avventurammo tra la folla. Dava una certa ebbrezza quel milione di ragazzi, un’immagine potente del cristianesimo, da concerto, ma quell’emozione superficiale sarebbe presto volata via. Dio non era lì. Non nel terremoto, nella tempesta, nella potenza. Dopo una ventina di minuti approdammo alla cappella dell’adorazione del Santissimo Sacramento. Uno stanzone immenso pieno di ragazzi in un silenzio assordante rispetto alla folla da stadio accampata fuori. Là dentro c’era la brezza leggera, un silenzio raccolto e misteriosamente più pieno di ogni rumore di cori. Si alternavano ininterrottamente ragazzi e ragazze, a pregare, ad adorare, ad ascoltare. Eppure non c’era un cantante, un palco, effetti speciali. Niente. Solo un silenzio pieno, misteriosamente pieno. Una presenza silenziosa e calamitante. Dio era lì e parlava. Dio era lì per me, solo per me e mi voleva parlare. Le emozioni da concerto passarono presto, quel silenzio e quella presenza sono rimasti.

Andate al cuore, non accontentatevi del folklore. Il nostro Dio ha un debole per i giovani. Si fida di loro più di chiunque altro. Affida imprese incredibili a giovani incapaci e inadatti. Leggete di Davide, ultimo e più debole dei suoi fratelli, designato come re dal profeta che spiega i criteri di scelta di Dio: non le apparenze, ma il cuore. Leggete la storia di Giuseppe, minore di tanti fratelli, che lo prendevano in giro chiamandolo il “Sognatore”: diverrà primo ministro del faraone e i suoi Sogni salveranno i fratelli dalla carestia. Leggete la storia di Geremia che chiamato a fare il profeta si difende dicendo che è troppo giovane, balbetta, non sa parlare. E Dio gli risponde che lo conosce da prima che lui entrasse nel grembo della madre. Leggete la storia del giovane Tobia accompagnato dall’angelo Raffaele a scegliere una ragazza bella e intelligente, da prendere in moglie. Leggete di Giovanni, discepolo prediletto da Gesù, proprio perché fin da giovanissimo volle vivere come lui. Leggete soprattutto di colei che a 14 anni divenne la madre di colui che aveva fatto tutte le galassie dell’universo.

In questo momento in cui sembra che per i giovani non ci sia futuro e la loro rabbia si scatena sulle strade della civilissima Londra, c’è qualcuno che continua a scommettere sui giovani. Quel Dio che sceglie ciò che è debole, fragile, incerto per ridurre al nulla i potenti, e si compiace di rivelare le cose ai piccoli, perché “gli adulti” (gli autosufficienti) non ascoltano.

Io non conosco niente di più entusiasmante di questo Dio, in tema di giovani. Giovani che a volte si sentono degli “sfigati” a essere cristiani e non si rendono conto di avere dalla loro parte chi li conosce da sempre, e per questo li ama e li vuole da sempre e per sempre.

Sognate giovani, sognate perché siete il Sogno di Dio. Ma ricordate che non si manifesta in grandi raduni o dispiegamenti di forze, ma nelle orecchie di ciascuno. Immersi in un milione di coetanei di ogni lingua, cercate nel silenzio quel sussurro che vuole confidarvi il Sogno che ha per voi.

Avrete il coraggio di ascoltare? Avrete il coraggio di dire di sì, qualsiasi cosa vi chieda? Il cristianesimo è per gente coraggiosa, per gente che rimane giovane tutta la vita. Altro che sfigati. Dio è come le conchiglie che si trovano sulle spiagge. Se le porti all’orecchio contengono tutto il mare. Ma per ascoltare ci vuole raccoglimento, silenzio, pazienza e il coraggio generoso di non  andarsene come fece quel giovane ricco del Vangelo, la cui ricchezza principale era proprio la sua giovinezza che volle tenere per sé. Se ne andò triste e io me l’immagino anziano e malinconico, a rammaricarsi di quella fuga, come accade a chi si accontenta solo dei suoi piccolissimi sogni e non si fida del Sogno di Dio. Magari perché non si è dato neanche la possibilità di ascoltarlo.

 

Alessandro D’Avenia, Avvenire
 

Taibo II su Avvenire? Ops, era una bufala

18 agosto 2011

Creata ad arte dal giornalista Tommaso Debenedetti  è stata pubblicata in prima pagina

Una finta lettera che finisce in prima pagina.  Un giornalista che racconta la bufala. Un direttore costretto a chiedere scusa ai propri lettori. Ecco come è stato beffato il giornale dei vescovi.

LA LETTERA – “ Gentile direttore”, si leggeva stamane su Avvenire, “sono un laico, da sempre non credente. Ma voglio comunicarle la mia profonda emozione, vorrei anche dire: commozione, di fronte allo spettacolo meraviglioso di questi giorni a Madrid. Sono tornato da pochissimo dal Messico, e passando per la capitale (abito nelle Asturie) ho trovato qualcosa che non potevo immaginare. Giovani e giovanissimi felici che cantano in strada, gente che ha solo la voglia di essere unita e di vivere la Giornata della Gioventù con gioia, con solidarietà. Io, che sono stato sempre critico verso quelli che giudico gli errori della Chiesa, particolarmente in Spagna e in Sud America, riconosco oggi che il messaggio del Papa sta arrivando davvero alle nuove generazioni”.  La firma era quella dello scrittore, noto per il suo impegno politico, Paco Ignacio Taibo II, che così concludeva: “Per quale motivo, mi domando adesso, io che sono marxista e ateo, devo riconoscere che solo qui, fra i giovani cristiani, ci sono davvero i valori per cui mi batto da tanto tempo?La domanda è difficile, molto, e adesso suona forte nella mia mente. Perciò ho deciso: rimango a Madrid, per vedere il Papa e per sentire com’è dolce questa rivoluzione!”.

UNA BUFALA –A far riflettere sulla non genuinità della lettera forse sarebbe bastato il fatto che la stessa fosse scritta in italiano. Ma dopo 36 ore in cui dalla mail da cui era stata spedita non sono giunte risposte, ad Avvenire hanno deciso di pubblicarla lo stesso. E, invece era un fake, un falso creato ad arte dal giornalista Tommaso Debenedetti, noto per le sue ‘falsificazioni’ d’autore di interviste e dichiarazioni che hanno varcato anche i confini nazionali. È stato lo stesso Debenedetti a rendere nota la bufala, inviando una rettifica ad Avvenire. Per confezionare l’imbroglio, il giornalista non ha fatto altro che creare  un finto account (pacoitaibo@gmail.com) e firmare la mail con nome dello scrittore.  Ma è stata davvero la disattenzione del direttore che ha permesso alla bufala di essere pubblicata. Come ha infatti spiegato Debenedetti, “ Taibo non avrebbe mai potuto firmare la sua lettera da Madrid, trovandosi da diversi giorni in Messico, bastava dare uno sguardo alle notizie on line per saperlo”.

Vedi anche: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/19/il-biografo-di-che-guevara-commosso-per-il-papa-ma-la-lettera-e-un-falso-e-avvenire-ci-casca/152415/

Scrittori e GMG: due lettere vere e una falsaultima modifica: 2011-08-30T16:01:10+02:00da borgosotto
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